Il Tirreno

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Assumere un farmaco? Un’odissea

Il problema riscontrato in montagna per chi deve dosare il Cumadin

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SAN MARCELLO. Chi ha necessità di assumere il Cumadin conosce bene i laboriosi problemi legati a questo farmaco, alle spalle del quale deve stare un’ attenta organizzazione sanitaria perché ogni fase della lunga catena di passaggi, che precede l’atto finale dell’assunzione, necessita di uno svolgimento rapido e puntuale perché il “dosaggio” sia accurato. Alcuni pazienti della montagna pistoiese segnalano che non sempre il “processo” è rapido come dovrebbe, anzi è un poco ballerino e non sempre puntuale come dovrebbe. Per dosare la quantità di Cumadin che un paziente deve assumere è necessario ricorrere ad una analisi del sangue e dunque si deve procedere ad un prelievo sanguigno che può essere fatto in ospedale o negli ambulatori Usl dislocati sul territorio. Solo per fare un esempio, a Campo Tizzoro il sangue viene prelevato il venerdì mattina ed i risultati dell’analisi arrivano all’ospedale Pacini di San Marcello nel pomeriggio del venerdì, ma più spesso il sabato mattina successivo. Qualche volta anche nel pomeriggio o più tardi. I risultati sono poi trasmessi alle farmacie che ne danno comunicazione al diretto interessato, ma possono essere ritirati direttamente anche presso l’ospedale, e, per chi dispone di un fax, può riceverli più tempestivamente. Ma chi di fax è sprovvisto? Insomma una procedura complicata che dovrebbe essere studiata per un ipotizzabile snellimento. Alcuni hanno domandato perché i risultati non vengano comunicati direttamente al medico che ha un diretto contatto col paziente? Per saperne di più abbiamo chiamato molti uffici Usl di Pistoia, attraverso il centralino o direttamente, ma avere delle risposte è stato assai arduo. Anzi non ne abbiamo avute. Le telefonate sono rimbalzate da un ufficio all’altro. È stato come girare in circolo. Più volte nella mattinata ci siamo rivolti, sia con l’ausilio del centralino ospedaliero sia direttamente, all’ufficio Urp (ufficio relazioni pubblico), ma non abbiamo ricevuto alcuna risposta, nonostante che il telefono squillasse fino alla caduta del tempo a disposizione per una chiamata. Informata la direzione ospedaliera di quanto stava accadendo, siamo stati richiamati telefonicamente, alle ore 14.30, da Paolo Corsini che molto gentilmente ha risposto alle domande poste ed ha informato che per le farmacie che dispongono del sistema chiamato “Arianna” possono ricevere i risultati molto più rapidamente. Nonostante la gentilezza e le delucidazioni Corsini il problema Cumadin rimane insieme a quello del perché le farmacie non dispongano del sistema “Arianna” e, da non trascurare, quello della difficoltà di comunicazione fra cittadino ed ente ospedaliero, che è davvero complicato. (s.r.)

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