Scuole disastrate, sit-in a febbraio
La Federazione degli studenti fa la proposta a tutte le associazioni
PISTOIA. «Ritornano le vicende sulle condizioni delle scuole, chiunque può capire che la situazione nella nostra provincia non è semplice. Siamo arrivati al punto in cui gli studenti, i professori e perfino i dirigenti scolastici sono in fermento perché non possono continuare la normale attività didattica in queste condizioni», comincia così il comunicato della Federazione degli studneti delle scuole di Pistoia.
«Si è sentito molto parlare del problema dei riscaldamenti in questi giorni, causa soprattutto le particolari condizioni climatiche che hanno interessato il nostro territorio - continua la nota - Un problema che risulta molto grave e che ha colpito uniformemente le scuole di tutta Italia. Temiamo che ci si scordi di altri problemi ben più gravi presenti negli istituti pistoiesi ormai da anni, che vanno dalle grandi crepe nei muri, alle infiltrazioni d'acqua per passare dagli studenti che non possono contare nei propri diritti per il fatto che non riescono a trovare un luogo agibile per svolgere le regolari assemblee d'istituto, oppure ci ritroviamo scuole con palestre inagibili e con laboratori in condizioni pessime».
«La nostra paura è che si usi questo problema per fare sterili propagande politiche - dice Bruno Leka, portavoce della Federazione degli Studenti Pistoia - Questo non solo sarebbe un fatto gravissimo, ma rischia di essere un forte atto di strumentalizzazione nei confronti del corpo studentesco».
L'intenzione della Federazione degli studenti è quella di invitare gli studenti a scendere in piazza e chiedere aiuto alle istituzioni. «La nostra proposta è molto semplice - continua Bruno Leka - chiediamo a tutte le associazioni studentesche presenti a Pistoia di collaborare con noi nell'organizzazione di un sit-in da fare verso inizio febbraio, mettendo da parte ideologie e rivalità personali. In situazioni come queste dobbiamo dare prova di maturità e collaborare per uno scopo comune: il bene degli studenti».
«Bisogna capire che in situazioni come queste devono essere fatti sacrifici più grandi da parte delle nostre istituzioni per permettere a noi studenti di studiare nelle condizioni più agevoli possibili" aggiunge Daniel Gocaj, responsabile organizzazione della Federazione degli studenti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google