Meteo
Pieno di turisti nella calza della Befana
Crescono gli arrivi, Palazzo Fabroni moltiplica le presenze. Ma c’è chi si lamenta perché manca ancora il programma
PISTOIA. Che la città stia già vivendo in pieno “effetto Capitale” lo si capisce semplicemente facendosi una passeggiata all’ora di pranzo per via del Lastrone e piazza della Sala: non c’è ristorante, osteria, paninoteca, vineria o pub che non sia pieno in tutti i tavoli. Sarà anche merito del freddo che ieri contribuiva a spopolare le vie del centro, ma non c’è dubbio che, per la Befana, tanti turisti così a Pistoia era tempo che non si vedevano.
I più dubbiosi poi possono comunque guardarsi “Osservaturismo”, l’osservatorio in tempo reale che il Comune ha ereditato dal sito web della Provincia. Dal primo dicembre a ieri, giorno della Befana, l’Osservatorio (che, lo ricordiamo, offre dati n on ufficiali ma non per questo meno attendibili) ha contato 4.444 arrivi a Pistoia, contro i 3.871 del 2015. Di questi, 3.482 sono italiani, 571 provengono dall’estero.
E a dimostrare che non è solo una questione di numeri, c’è anche l’allungamento della permanenza media: nel 2015-16 2.266 visitatori si trattennero per un giorno e 849 per due; questa volta i visitatori di un solo giorno sono saliti a 2.522 ma quelli di due giorni addirittura a 1.045.
Una conferma arriva da Palazzo Fabroni, che custodisce la collezione cittadina di arte contemporanea. Dal 10 dicembre al 5 gennaio ha avuto 868 visitatori, contro i 294 dello scorso anno. Una crescita del 195%.
Il titolo, insomma, attira interesse. Lo confermano Emiliano Gentili e Angela Belli, due delle guide che si alternano ogni giorno per far scoprire ai turisti le bellezze della città. «Già nel 2016 – ammette Angela – questo riconoscimento ci ha cambiato la vita. I visitatori sono cominciati a crescere e non hanno più smesso. Anche ieri, giorno della Befana, avevo un gruppo di 25 persone, un terzo circa dei quali pistoiesi. E anche oggi , che è sabato, è lo stesso. Forse meno gente, ma tanta».
Da dove vengono? «Soprattutto dal nord: Milano, Lombardia, Emilia...». «È gente abile a smanettare sul web – interviene Emiliano – e gli piace informarsi. Vedono i cartelli su Pistoia capitale e chiedono».
E qui arriva uno dei nodi al pettine, perché il programma completo dell’anno di Pistoia capitale non è ancora disponibile. «È un peccato – spiega Laura Giunti, piazza del Duomo – volevo decidere quando tornare perché ho visto poco di questa splendida città, ma mi tocca farlo al buio».
In via Cavour incontriamo Paolo (niente cognome, grazie) che viene da Verona e ha l’aria perplessa. «Volevo vedere San Giovanni Fuoricivitas, ma all’ora di pranzo era chiusa e non ci sono cartelli che indicano l’apertura. Sono tornato alle 16,30 e l’ho trovata aperta, ma la chiesa è tutta buia. Come si fa a visitarla così? Non va bene».
Doppio peccato, perché – lo conferma Angela Belli – le chiese sono in cima alle preferenze dei turisti. Una su tutte: Sant’Andrea. «Si stupiscono di fronte alla bellezza del pulpito di Giovanni Pisano».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
