Il presidio
La Cgil: poco personale, e manca il filtro del territorio
“Nessuno si deve nascondere dietro ai tecnicismi, eludendo i veri problemi: chiunque in questi giorni ha notato persone in barella, sedute in poltrone o seggiole a ruote. Tutti in attesa di essere...
“Nessuno si deve nascondere dietro ai tecnicismi, eludendo i veri problemi: chiunque in questi giorni ha notato persone in barella, sedute in poltrone o seggiole a ruote. Tutti in attesa di essere visitati, di un posto letto per una prima osservazione o per essere ricoverati”. Una vera emergenza, sottolineano Cgil Pistoia, Spi e Funzione pubblica, che ha visto dimissoni rapide dai reparti per liberare posti, oppure attese anche di 4 ore per un codice giallo o di 7 per un codice verde”. E qui si arriva al vero nodo della questione, secondo il sindacato: la carenza di personale. “Solo a Pistoia mancano 5 oss e 3 infermieri. In questi giorni sono stati dirottati verso il Pronto soccorso operatori da altri reparti, creando così problemi in più situazioni”.
E il picco influenzale “anticipato” ha contribuito a mandare in tilt il sistema sanitario. Perché durante le festività natalizie il numero degli interventi chirurgici programmati diminuisce, nei reparti di week surgery e in quello di day surgery l’attività viene sospesa, e l’Asl ne approfitta per far smaltire le ferie al personale. I dipendenti di week e day surgery vengono dirottati in altri reparti, ma le persone al lavoro sono meno e non sufficienti neanche in caso di riapertura dei reparti.
«Inoltre - spiega Fabrizio Baldi, della Cgil sanità - manca il filtro del territorio. Quel sistema di cure intermedie in provincia ancora non effettivamente partito. Siamo ben lontani da ospedali moderni che funzionano solo per acuzie (casi acuti, ndr) ».
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