Il Tirreno

Pistoia

Pistoia capitale della cultura: il laser tinge il cielo di verde - Video

di Valentina Vettori
Il raggio laser sui tetti di Pistoia (Foto Gori)
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Il raggio laser sui tetti di Pistoia (Foto Gori)

Inaugurato il raggio simbolo di Pistoia Capitale della cultura 2017. Resterà acceso fino all’8 gennaio

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PISTOIA. Tutti con il naso all’insù per assistere alla magia e alla suggestione dell’accensione del raggio laser verde che, il 1 gennaio  alle 18, ha inaugurato ufficialmente il 2017 come anno da Capitale italiana della cultura per Pistoia. Eredità raccolta con l'ideale passaggio di consegne da Mantova, capitale 2016. Il potente fascio di luce collega “fisicamente” i due luoghi della cultura cittadina vocati all’arte contemporanea. Palazzo Fabroni, sede del Centro di arti visive contemporanee – che in questo 2017 accoglierà decine di eventi della manifestazione – e la Fattoria di Celle, in località Santomato. Sede della prestigiosa collezione di arte ambientale del collezionista, pistoiese d’adozione, Giuliano Gori.

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Il suggestivo fascio di luce - che attraversa l’intero territorio comunale, dalla città alla prima campagna, e che è visibile anche dai territori della piana – resterà acceso fino a domenica 8 gennaio, dalle 18 alla mezzanotte. Verrà poi acceso ogni qualvolta in città sarà inaugurata una mostra di Pistoia capitale 2017 o prenderà il via uno dei principali eventi, come i festival cittadini Leggere la città, Dialoghi sull’uomo e il festival Blues. Il 4 febbraio il raggio laser tornerà a illuminare il cielo di Pistoia per inaugurare la mostra su arte e natura di Giovanni Frongi, a Palazzo Fabroni. Il punto di emissione del fascio di luce parte dal quarto piano di Palazzo Fabroni.

«Questo fascio di luce – spiega il sindaco Samuele Bertinelli, durante la cerimonia di accensione – rappresenta un segno visivo di Pistoia capitale italiana della cultura. Ogni volta che si accenderà i cittadini sapranno che sta per cominciare un nuovo evento, un nuovo appuntamento. È un simbolo di condivisione di questa manifestazione, perché sarà visibile per tutti, e perché racconta la storia della città, dall'antichità al contemporaneo unendo simbolicamente due palazzi che appartennero all’illustre famiglia Fabroni».

Di un verde brillante, ma caldo, il colore del fascio di luce – lungo quasi cinque chilometri e mezzo – è stato scelto per simboleggiare il rapporto tra arte e natura. Quello stesso rapporto che prende vita alla Fattoria di Celle, sede di una tra le maggiori collezioni di arte ambientali a livello nazionale e anticamente di proprietà della famiglia pistoiese Fabroni. Proprietaria anche dello storico e omonimo edificio che oggi ospita il museo di arte contemporanea di via Sant’Andrea. Palazzo il cui giardino sarà oggetto di un importante intervento di riqualificazione, che lo trasformerà in prosecuzione ideale della collezione di arte ambientale a Villa Celle. L’idea del raggio laser nasce da un progetto della compianta Chiara d’Afflitto, critica d’arte ed ex direttrice dei musei comunali, e di Giuliano Gori. Il progetto prende spunto da un’idea dell’artista Dani Karavan, che nel 1978 a Firenze pensò di unire con un laser il Forte Belvedere con la cupola di Brunelleschi. «È davvero una grande emozione vedere il cielo attraversato da questo raggio laser» spiega il collezionista d’arte Giuliano Gori, ripercorrendo con la memoria le tappe che, insieme a Chiara d’Afflitto, lo portarono a ideare questo progetto. «Un progetto – conclude – che non poteva che essere realizzato in questo anno importante per la città, che vedrà tra i grandi protagonisti anche Villa Celle».

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