Il presidio
Esami all’avanguardia arriva l’ecografo in 4D
PISTOIA. Immagini 4D con il nuovo ecografo donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia al reparto di ostetricia e ginecologia all'ospedale San Jacopo di Pistoia. Presentato alla...
PISTOIA. Immagini 4D con il nuovo ecografo donato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia al reparto di ostetricia e ginecologia all'ospedale San Jacopo di Pistoia.
Presentato alla stampa ieri mattina, il nuovo strumento "Voluson E8", dal costo di 96.380 euro, è soprattutto un regalo alla donne, in gravidanza o meno, che avranno la necessità di eseguire esami approfonditi, sia in ambito ostetrico che ginecologico. Ancora più elevata sarà la qualità degli esami ecografici dato che l'apparecchio, dotato di un'altissima tecnologia, tri e tetra dimensionale, permetterà di sviluppare ulteriormente anche il trattamento di molte malattie che colpiscono l'apparato genitale femminile.
L'ecografo, che può essere utilizzato anche in ambito pediatrico, avrà un impatto importante negli esami svolti nelle gravidanze a rischio e in quelli che servono ad identificare eventuali anomalie a carico dell'utero, causa di infertilità o abortività ripetuta. La possibilità di fare diagnosi avanzate eviterà in molti casi clinici l'intervento chirurgico laparoscopico diagnostico, come invece avveniva in passato.
«Grazie alla sinergia tra l'Azienda sanitaria e le strutture vicine, come in questo caso la Fondazione Cassa di Risparmio, è possibile avere tecnologie avanzate e costose che sono un vantaggio per tutti» ha esordito Giansenio Spinelli, direttore del dipartimento materno-infantile del San Jacopo.
«Questo è uno dei tanti interventi che abbiamo fatto – spiega Luca Iozzelli, presidente Fondazione Caript – Dal 2008 ad oggi abbiamo donato all'Asl strumenti per un valore di circa un milione e mezzo».
Sempre in ambito ginecologico il nuovo ecografo permette di avere una sensibilità e una specificità migliori per l'identificazione di lesioni da endometriosi e aiuterà gli specialisti a selezionare ancora meglio i casi che necessitano di un intervento chirurgico multidisciplinare, cioè di complessità elevata e che coinvolge più specialisti. Infine, la possibilità di usare lo strumento, permette notevoli applicazioni anche nel campo oncologico per le patologie ginecologiche, come tumore della cervice, dell'utero e delle ovaie.
«Lo strumento, però, è solo la punta dell'iceberg - ha ricordato Pasquale Florio, direttore di ostetricia e ginecologia - Dietro ad esso ci sono équipe e professionisti e tutta una serie di opportunità date dall'Azienda per lavorare al meglio. È un apparecchio che facilita la concertazione».
«Peccato che siamo in un paese con sempre meno gravidanze - ha detto con rammarico Rino Agostiniani, primario dell'area materno-infantile - molte delle quali oltretutto dopo i 40 anni. Ovvio che tali tipi di gravidanze siano oggetto di una più attenta riflessione, possibile grazie anche al nuovo ecografo».
Alessandra Tuci
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