Il Tirreno

Pistoia

Arrestati i rapinatori della gioielleria

di Enrico Ferro
Arrestati i rapinatori della gioielleria

Da Padova a Quarrata per mettere a segno il colpo da 250.000 euro ma la Squadra mobile li blocca sulla via del ritorno

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PADOVA. Spregiudicati, adrenalinici, pronti a tutto. È la loro storia. Li chiamano “giostrai” ma con le giostre non hanno più niente a che fare. Da anni ormai maneggiano pistole e passamontagna, amano le auto potenti e vogliono azione. L’adorano. E mercoledì scorso tre di loro sono partiti da Padova per andare a fare una rapina delle loro in una gioielleria di Quarrata, la OroKappa di via 4 Novembre. Terrore in negozio, minacce a tutti i presenti e 250.000 euro di gioielli raggranellati in pochi minuti. Pensavano di aver fatto il botto di fine anno, ma non sapevano che alle loro calcagna c'era la polizia.

Sono scattate così le manette per tre nomi arcinoti nel Nordest e non solo: Denis Moretti, 43 anni, originario di Reggio Emilia ma residente nel campo nomadi di Due Carrare; Nike Moretti, 40 anni, residente a Pianiga Mellaredo (Venezia); Tomas Innocenti, 37 anni, originario di Trieste ma domiciliato a Trevignano (Treviso).

Gli investigatori della Squadra mobile di Padova si erano messi sulle loro tracce per vari motivi. Primo perché da qualche settimana era stata segnalata un’auto sospetta in zona, una potente Audi S4 con targhe clonate. Poi perché Denis Moretti, sottoposto all'affidamento in prova ai servizi sociali, in questi giorni stava beneficiando di una misura più permissiva in vista delle festività di fine anno. Chi indossa una divisa e segue i giostrai da più di vent’anni sa bene che uno con un curriculum criminale di quel tipo non può certo cambiare vita da un giorno all'altro.

Arriva quindi mercoledì pomeriggio. Nike Moretti si spinge fino a Mirano (Venezia) dove in un garage ha nascosto la potente Audi rubata in una concessionaria di Pistoia. Con lui salgono anche Denis Moretti e Tomas Innocenti. Imboccano l'autostrada sul filo dei 180 orari - tanto chissenefrega, quelle targhe sono clonate - e iniziano a scendere verso la Toscana. Dietro, ma molto dietro e con il motore al limite del collasso, gli uomini della Squadra mobile di Padova. Che in quell’auto molto più veloce avevano piazzato un congegno gps per localizzarne gli spostamenti, ma questi giostrai girano con apparecchi "jammer" in grado di mandare in tilt qualsiasi strumento di intercettazione.

Moretti e compagnia arrivano in Toscana e caricano in auto altri due individui. Si spingono fino a Quarrata e verso le 17,30 parcheggiano davanti alla gioielleria OroKappa. Scendono in quattro con pistole e passamontagna. Uno rimane alla guida a fare da palo. Dentro seminano il panico. Svuotano il negozio e riescono a rapinare anche un rappresentante orafo che stava mostrando il suo campionario.

Spintonano, minacciano, fanno leva sulla paura che ti scava dentro quando davanti ti ritrovi la canna di una pistola. Pochi minuti, nessun intoppo e via di nuovo in auto. Stavolta verso il Nord. Ma sempre ai 180 orari.

Nel frattempo però c'era un apparato che si stava muovendo, quello coordinato dal pubblico ministero Benedetto Roberti della Procura di Padova. Mentre i giostrai esultavano dentro l’abitacolo del bolide Audi per il colpo andato a segno, c'erano poliziotti che si appostavano ovunque: davanti al garage di Mirano e nei dintorni delle abitazioni di Pianiga, Trevignano e Due Carrare. Gli agenti sono usciti allo scoperto quando il conducente dell'auto, Nike Moretti, ha parcheggiato l'Audi. Contemporaneamente sono scattate le perquisizioni nelle dimore degli altri membri del commando. Nuove manette e nuovo capitolo della storia criminale dei giostrai.

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