Il Tirreno

Pistoia

A Pistoia capitale della Cultura i profughi fanno i volontari in biblioteca

A Pistoia capitale della Cultura i profughi fanno i volontari in biblioteca

Primo esempio in Italia: il luogo-simbolo delle politiche culturali cittadine diventa esempio di dialogo e di partecipazione

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PISTOIA. Nella mattina di oggi, martedì 27 dicembre, il sindaco di Pistoia Samuele Bertinelli ha presentato il progetto di volontariato - primo in Italia di questo genere - che vedrà coinvolti i profughi e richiedenti asilo accolti in città, in attività di supporto agli utenti della biblioteca San Giorgio.

La collaborazione, che partirà dalla metà di gennaio 2017, vuole ribadire ancora una volta come, per Pistoia - Capitale Italiana della Cultura per il 2017 - "cultura" significhi anche - e soprattutto - "accoglienza" e "dialogo".

Alla conferenza stampa di presentazione del progetto, che si è svolta stamattina nella Sala del Gonfalone del Palazzo Comunale, erano presenti, oltre al sindaco, il personale della biblioteca comunale San Giorgio, i rappresentanti delle tre realtà coinvolte, che si occupano dell'accoglienza dei profughi e richiedenti asilo sul territorio (cooperativa Arkè, cooperativa Gruppo Incontro e Associazione Arci Madiba) e alcuni di coloro che presteranno servizio volontario nella struttura.

E' la prima volta che in una biblioteca pubblica in Italia un gruppo di migranti viene organizzato per un servizio volontario di questo genere; non è un caso che questo primato sia esercitato proprio da Pistoia in un anno particolare, quello nel quale sarà Capitale Italiana della Cultura, che la città ha fin da subito interpretato come occasione per promuovere anche i valori dei diritti, della convivenza, dell'accoglienza e dell'inclusione.

Il progetto è possibile grazie alla collaborazione con la cooperativa Arkè, la cooperativa Gruppo Incontro e l'associazione Arci Madiba, le quali si occuperanno di organizzare i volontari e la loro turnazione.

Il servizio coprirà tutti i turni di apertura al pubblico della biblioteca, dal lunedì pomeriggio fino al sabato pomeriggio, e vedrà impegnata ogni coppia di volontari per due ore alla settimana.

I volontari, insieme agli operatori delle cooperative, hanno già svolto una attività di formazione sulle regole da rispettare (e su come farle rispettare) all'interno della biblioteca e inizieranno il loro servizio volontario affiancati non solo dal personale del Comune, ma anche dai volontari dell'associazione Amici della San Giorgio, che faranno da facilitatori nel percorso di relazione con i frequentatori della biblioteca.

Con le tre cooperative sarà sottoscritta nei prossimi giorni una apposita convenzione non onerosa che permetterà di regolarne i rapporti con il Comune.

Il progetto è nato a seguito di alcune visite da parte di un gruppo di profughi e richiedenti asilo alla Biblioteca San Giorgio, che, nel tempo, si sono poi trasformate in una frequentazione abituale. Da qui è sorta l'idea di rendere sistematico questo rapporto, con il duplice scopo di favorire da un lato, l'integrazione ed un positivo dialogo tra i richiedenti asilo e la comunità cittadina, e dall'altro, di offrire un servizio in più agli utenti della biblioteca. I volontari, infatti, svolgeranno un ruolo di supporto ai frequentatori della San Giorgio e di controllo di un corretto utilizzo della struttura e del rispetto delle regole di civile convivenza.

Questa esperienza costituisce una fase avanzata del lavoro avviato già da tempo da parte del Comune, in collaborazione con le cooperative che si occupano dell'accoglienza, volto a favorire il coinvolgimento dei richiedenti asilo nella vita della comunità. Molti altri, infatti, sono i progetti di volontariato già sperimentati con successo in città: dalla collaborazione, sempre volontaria, per i lavoretti di sistemazione e qualificazione dei sentieri e dei borghi montani, a quella per la pulizia della città dopo la tempesta di vento del 5 marzo 2015, dal lavoro di cura dei giardini comunali, alla ripulitura, in collaborazione con il Consorzio di Bonifica, degli argini della Brana e dell’Ombrone.

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