Italia
Infermiera ferita alla gola da un bandito
Aggredita nello spogliatoio da un uomo armato di coltello, lo ha messo in fuga con un triplice colpo gomito-pugno-calcio
PISTOIA. Si era appena cambiata per iniziare il proprio turno in reparto. Ma quando è uscita dal bagno, è stata afferrata alle spalle. «Portami dove hai la borsa» si è sentita intimare, mentre una lama di coltello le premeva contro la gola. Ma invece di cedere al panico, l’agguerrita infermiera ha reagito come in un film: una gomitata nello stomaco, una piroetta, un pugno in faccia e un calcio fra le gambe. Ed è bastato per mettere in fuga il giovane rapinatore che, poco dopo mezzogiorno di ieri, le aveva teso l’agguato negli spogliatoi del personale dell’ospedale San Jacopo. Una leggera ferita al collo che guarirà in pochi giorni e, probabilmente, un bel po’ di paura, per superare la quale Cinzia Bonucci, 51 anni, di Postoia, avrà bisogno senza dubbio di un po’ più di tempo. Con la consapevolezza, però, che quella tentata rapina avrebbe potuto avere conseguenze assai più tragiche per lei.
Teatro dell’agguato, come detto, gli spogliatoi del personale dell’ospedale di Pistoia, al piano seminterrato sottostante il pronto soccorso, ai quali, in teoria, si può avere accesso soltanto strisciando per ben due volte il badge elettronico di identificazione. Autore, un giovane, tra i venti e trent’anni, italiano, jeans e giubbotto nero, che si è dileguato in un lampo davanti alla reazione inattesa della sua vittima. La caccia da parte delle forze dell’ordine è iniziata immediatamente, ma , finora, senza esito.
L’area spogliatoi, a cui si accede dall’ingresso riservato al personale, è molto ampia. Due lunghi corridoi contornati da numerose stanze – anche queste accessibili solo con il badge – con armadietti e panche per sedersi, ciascuna con il proprio bagno. Cinzia Bonucci è entrata verso mezzogiorno, si è cambiata, ha riposte le sue cose nell’armadietto ed è andata in bagno. E quando ne è uscita è stata aggredita alle spalle dal rapinatore, che con una mano l’ha afferrata per i capelli e con l’altra le ha messo un coltello alla gola. Non aspettandosi però la reazione della sua vittima che, una volta libera grazie alla gomitata, al pugno e al calcione messi segno, è scappata nel corridoio chiedendo aiuto. Una collega, sentendo le urla, si è affacciata da un’altra delle stanze e l’ha fatta entrare. E da lì le due donne hanno telefonato al 112. Mentre il rapinatore si dileguava attraverso una delle tre uscite dell’area spogliatoi.
Sul posto sono immediatamente accorsi i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della Compagnia, seguiti poco dopo dai poliziotti della Squadra mobile della questura. Ed è iniziata la caccia all’uomo, all’interno dell’ospedale e nelle zone circostanti. Gli investigatori dell’Arma hanno acquisito le registrazioni delle telecamere di videosorveglianza poste agli ingressi: sarà un lavoro lungo passare al setaccio le riprese alla ricerca di una somiglianza tra le centinaia di persone immortalate e il rapinatore.
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