Il presidio
Fette di pandoro e profumo di curry
Alla scoperta del Natale, tutto speciale, dei profughi (tutti musulmani) ospitati a Bottegone
PISTOIA. Una canzone di Natale cantata in inglese, e accompagnata dal ritmo di uno jambè e dalle mani che battono il tempo. Il profumo dolce di pandoro e panettone che si mescola con quello di curry e curcuma, con cui vengono preparati i piatti tipici del Bangladesh e dei paesi africani. L’ albero di Natale – che per molti è il primo addobbato – e una festa dove il sorriso, nonostante il difficile passato alle spalle, non manca.
È un Natale – per molti il primo lontano da casa – in tutte le lingue del mondo, quello che va in scena nella struttura di prima accoglienza al primo piano della Casa del popolo di Bottegone. Uno dei circoli Arci, sede anche dell’associazione a livello provinciale, tra i più radicati sul territorio e dove il progetto di accoglienza di migranti e richiedenti asilo si è trasformato in seconda famiglia, luogo di incontro, ascolto e scambio.
Sono 12 i ragazzi ospiti della struttura. Hanno tra i 18 e i 40 anni. Vengono da Gambia, Senegal, Ghana, Guinea, Costa d’Avorio e Bangladesh. E oltre alla loro lingua di origine, parlano inglese, francese e un po’ di italiano. Lingua che stanno imparando grazie alle lezioni che seguono durante la settimana. Sono tutti musulmani, e il Natale, nel senso religioso del termine, non lo festeggiano, ma conoscono le canzoni natalizie in inglese. E i ragazzi provenienti dall’Africa, continente dove la presenza di cristiani è molto alta, conoscono anche le tradizioni natalizie legate sia alla religione sia alla festività in sé.
«Non celebro il Natale – spiega in francese Alpha, 18 anni, da tre mesi in Italia - ma a casa il periodo natalizio è comunque una festa. Le persone fanno shopping».
«Il giorno di Natale – spiega Silvia Bini, referente del progetto di accoglienza Arci – in questa struttura sarà un giorno come un altro, mentre i ragazzi ospitati nella struttura Arci di Montale, che sono tutti cristiani e molto attaccati alla tradizione religiosa, andranno alla messa. Qui abbiamo comunque pensato di addobbare a festa tutte le stanze con ghirlande e vischio. Abbiamo addobbato tutti insieme l’albero di Natale. E stamattina (ieri per chi legge – ndr) abbiamo portato pandoro e panettone per festeggiare insieme con volontari e operatori. Questo luogo è un crocevia di persone, culture, religioni, esperienze di vita. Tutto contribuisce allo scambio e alla crescita, anche questi momenti».
Nella provincia di Pistoia i ragazzi ospitati dalla macchina dell’accoglienza diffusa di Arci sono una cinquantina. Nel comune capoluogo 38, suddivisi fra Bottegone (12), Bonelle (8) e una palazzina poco fuori dal centro città (6). A Montale i richiedenti asilo sono 8, mentre a Pescia e Larciano sono 10 per comune. «La forza di questo modello di accoglienza – spiega Alberto Zinanni, Arci – è la rete dei circoli che permette a questi ragazzi di spostarsi da una struttura all’altra, entrare in contatto con realtà diverse. Misurarsi con la vita di tutti i giorni. Al circolo Bugiani di Pistoia servono ai tavoli il pranzo. Qui a Bottegone fanno torneini di calcetto».
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