Il presidio
Caripit, cautela dagli industriali
«La cessione della quota pistoiese era già decisa, ma comprendiamo i timori»
PISTOIA. Gli industriali aspettano a dare un giudizio sul futuro della Caripit senza più alcuna “radice” pistoiese.
«La notizia della cessione delle quote di Cassa di risparmio da parte della Fondazione (a Intesa SanPaolo, ndr) era nell'aria – sostiene la vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Federica Landucci – quello di cui leggiamo sulla stampa è stata solo l'accelerazione di un processo già deciso ed annunciato, nella prospettiva di ricerca, da parte della banca, di una dimensioni che gli consentisse di operare su mercati nazionali ed internazionali».
«Ovviamente – continua Landucci – nel tempo e come sempre abbiamo fatto, potremo monitorare gli effetti di quella che oggi appare una perdita di identità locale per la principale banca del territorio. Le imprese saranno pertanto i nostri sensori , ne registreremo gli umori e ci faremo portatori delle loro istanze, consapevoli che il sistema del credito costituisce un aspetto fondamentale nella politica economica di un Paese. Comprendiamo quindi i timori, ma sospendiamo per adesso il giudizio».
La cessione a Intesa SanPaolo del residuo 16,9% di capitale della Caripit in mano alla Fondazione rafforza comunque quest’ultima, sostiene Landucci. Una Fondazione che “investe sul territorio e costituisce sicuramente il suo principale polmone di erogazione di risorse. Lo stiamo vedendo ogni giorno, crediamo che la pistoiesità sarà tutelata anche in questo modo".
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