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Pistoia

Inceneritore: «Proprietà a rischio con la fusione»

Inceneritore: «Proprietà a rischio con la fusione»

Opposizioni preoccupate per il futuro controllo dopo che Cis srl sarà inglobata dal gestore unico dei rifiuti. Franceschi rassicura: «L’impianto non verrà ceduto»

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MONTALE. Ci sono forti dubbi, secondo le opposizioni, sul mantenimento della proprietà e del controllo dell’impianto di incenerimento di via Tobagi da parte dei Comuni di Montale, Agliana e Quarrata in seguito alla fusione che porterà Cis Srl a confluire in Alia Spa (prossimo gestore unico dei rifiuti per oltre 60 Comuni tra Firenze, Prato e Pistoia).

Tutto questo, nonostante le rassicurazioni dei sindaci, rinnovate la scorsa settimana da Ferdinando Betti (Montale) e Marco Mazzanti (Quarrata). Per Montale, Agliana e Quarrata, nella fusione con Publiambiente (Pistoia, Empoli), Asm (Prato) e Quadrifoglio (Firenze) entrerà Cis Srl e non Cis Spa, società, quest’ultima, proprietaria di Cis Srl e dell’inceneritore di Montale. Ma l’impegno che verrebbe sottoscritto, stando alla formulazione dei patti parasociali, lascia, per le opposizioni, più di un dubbio sul futuro controllo e mantenimento della proprietà dell’impianto di via Tobagi da parte dei tre Comuni proprietari (Montale, Agliana e Quarrata).

La questione riemerge nella settimana in cui il progetto di fusione passa per l’approvazione dai consigli comunali di Montale (stasera), Agliana (ieri) e Quarrata (19 dicembre). Per questo, nel consiglio comunale di Montale di questa sera, il gruppo di opposizione Centrodestra Unito chiederà alcune modifiche nella delibera di approvazione del progetto di fusione. Tra queste la modifica del punto 11.2 dei patti parasociali con l'inserimento nel testo della clausola “Le parti espressamente e definitivamente escludono da questo Patto l’impianto di Montale che non potrà mai essere conferito, assegnato o in qualunque altro modo fatto confluire nella Società”.

Una proposta di modifica dei patti parasociali (promossa da Insieme per Quarrata e votata dalle opposizioni) è stata già bocciata a Quarrata, dove lunedì la fusione è stata approvata con i voti della maggioranza. Il contenuto dei patti parasociali non è passato inosservato nemmeno ad Agliana, dove, nella commissione del 9 dicembre, sia Alberto Guercini del gruppo di opposizione Agliana in Comune, che Lucia Salaris, consigliera di maggioranza del gruppo Pd, avevano chiesto la modifica. Modifica che, però, non c’è stata.

Ad Agliana nella proposta di delibera per il consiglio comunale è stata introdotta la formula “all’operazione di fusione non è interessata Cis Spa, proprietaria dell’impianto termovalorizzatore sito in Montale, il quale pertanto, resterà di Cis Spa e, quindi, di proprietà dei Comuni soci di Quarrata, Agliana e Montale”.

Una formula che, per Salaris, è sufficiente a fugare i dubbi sul mantenimento della proprietà dell’impianto: «Dalla delibera emerge chiaramente che Cis Spa e l'inceneritore non entrano nella fusione. Così mi sento tutelata».

Non la pensano nello stesso modo, dall’opposizione, Alberto Guercini (Agliana in Comune) e Massimo Bartoli (Movimento 5 Stelle). «Rimangono – sottolinea Guercini – troppe ambiguità. Non sapere chiaramente prima della fusione come l’impianto entrerà in Alia spa, porta a non sapere con certezza cosa accadrà dopo».

«La situazione – osserva Bartoli – non è trasparente».

La proprietà dell’impianto per i tre Comuni, assicura invece il presidente di Cis, Edoardo Franceschi, non è in discussione. «Non c'è nessun obbligo - afferma Franceschi - per i Comuni proprietari di conferire l'impianto nella nuova società. L’impianto non entra nella fusione. Ribadisco la volontà, espressa più volte dalle amministrazioni, di mantenere la proprietà dell'impianto di Montale e di chiuderlo nel 2023. I patti parasociali, che dovranno essere firmati al momento della fusione, non vanno ad inficiare questa volontà».

Tommaso Artioli

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