La protesta: l’abbonamento è annuale ma in estate il bus non c’è
Pistoia, Forza Italia a fianco degli studenti che abitano nelle zone in cui il servizio viene sospeso con la chiusura delle scuole ma che devono pagare senza sconti
PISTOIA. «Copit per tutti? Non sembrerebbe»: sarà presentata oggi, 20 dicembre, in consiglio commissione la mozione di Forza Italia a firma dei consiglieri Anna Maria Celesti e Alessandro Sabella.
La mozione ha lo scopo di sollecitare la società Copit spa a ridurre le tariffe degli abbonamenti annuali per gli studenti in proporzione all’utilizzo del mezzo nel caso in cui gli utenti siano residenti in zone non servite durante i mesi estivi o, in alternativa, estendere a tali zone il servizio estivo.
Gli abbonamenti per gli studenti che si servono del Copit costano 175 euro l’anno, pagabili in due rate: una al momento della sottoscrizione-rinnovo, che copre il servizio da settembre a dicembre, la seconda a saldo per i mesi da gennaio ad agosto. Dato che, però, in alcune zone della città – come ad esempio per la linea Badia a Pacciana, Canapale-Pistoia e quella interna di Ramini – il servizio viene completamente interrotto con la chiusura delle scuole e riattivato con la loro riapertura, i consiglieri di Forza Italia chiedono perché non sia possibile ridurre la tariffa di abbonamento per chi vive in queste zone.
«Gli studenti che abitano in tali luoghi sono fortemente penalizzati per i loro spostamenti considerata la totale assenza dei mezzi pubblici pur pagando l’abbonamento», accusano i consiglieri.
«Dal 15 giugno al 15 settembre, cioè per tutta la durata di chiusura delle scuole, il servizio manca – spiega Alessandro Sabella – ma questi utenti pagano lo stesso 175 euro come gli altri che, abitando in altre zone della città, possono usufruire di tale abbonamento anche a luglio e ad agosto. Non mi sembra giusto. Avevo già presentato il problema prima di sottoscrivere la mozione, ma la risposta è stata picche».
«La tariffa dell’abbonamento per gli studenti permette di usufruire del servizio anche fuori dal periodo scolastico - spiega Antonio Di Zanni, presidente di Copit Pistoia - È ovvio che se il servizio c'è, gli studenti possono usufruire di questo beneficio. Laddove il servizio non c'è, non c'è. Non capisco tanto il senso di questa problematica, ma siamo disposti a confrontarci con chi ha sollevato la questione. Noi non possiamo introdurre corse di autobus in più. Primo perché, nonostante l'avessimo già richiesto, la Provincia non ha le risorse economiche sufficienti per farlo. Secondo, le corse sono messe a disposizione dagli enti concedenti, Comune o Provincia. Non dipende dal Copit».
E Di Zanni parla anche dei disagi che spesso si verificano all’uscita dei ragazzi dalle scuole: «Sia i nostri ispettori che quelli della Provincia non rilevano particolari criticità sulla capienza dei mezzi. A volte alcuni disagi sono dovuti a comportamenti poco corretti degli utenti stessi che si affollano alle porte o forzano l'entrata».
Alessandra Tuci
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