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Da Vignole e Masiano nasce Banca Alto Toscana
La fusione delle due Bcc diventerà realtà il primo luglio 2017: l’istituto di credito gestirà un patrimonio di oltre 100 milioni di euro, con 8.800 soci e 222 dipendenti
QUARRATA. Oltre 100 milioni di euro di patrimonio, 8.880 soci e 222 dipendenti. Sono questi i numeri di Banca Alta Toscana credito cooperativo, l'istituto che nascerà il primo luglio 2017 dalla fusione tra Banca di credito cooperativo di Vignole e Montagna Pistoiese e Banca di Masiano. Banca Alta Toscana opererà con 22 agenzie in un’area territoriale che abbraccia le province di Pistoia, Prato e Firenze; avrà oltre 100 milioni di patrimonio, 8.880 soci, 1,3 miliardi di raccolta complessiva, impieghi per oltre 900 milioni e una copertura dei crediti a sofferenza al 58,5%. I due istituti (Bcc di Vignole e Montagna Pistoiese e Banca di Masiano) attendono adesso l'autorizzazione dell'organo di vigilanza, per poi sottoporre nella prossima primavera l’approvazione del progetto di fusione alle rispettive assemblee dei soci in concomitanza con l’assemblea annuale di bilancio "certi – si legge nella nota diffusa dalla Bcc di Vignole - che la nuova realtà sarà in grado di presidiare in modo più efficiente e capillare il proprio territorio, conservando le caratteristiche di una banca locale e mutualistica, ma aumentando al tempo stesso le opportunità di valorizzazione economica, sociale e culturale della comunità". "Dopo la sottoscrizione della lettera d’intenti, inviata all’organo di vigilanza il 13 aprile 2016 - fanno sapere gli istituti - le due banche hanno elaborato il piano industriale in cui emergono chiaramente le utilità del progetto a beneficio del comune territorio di riferimento. Tale progetto è nato dalla consapevolezza che il contesto normativo e regolamentare, l’evoluzione del mercato, la prossima nascita del Gruppo Bancario Cooperativo e, soprattutto, le esigenze di una razionalizzazione della presenza del credito cooperativo, richiedono la presenza di una banca locale dimensionalmente e operativamente più strutturata, per offrire prodotti, strumenti e servizi maggiormente adeguati alle crescenti esigenze dei propri soci e clienti. Inoltre, l’aggregazione delle due realtà, profondamente radicate nelle proprie comunità e nel tessuto economico locale, rappresenta la soluzione più appropriata per affrontare le sfide attuali e future".
Tommaso Artioli
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