Villone Puccini proibito per l’ambulanza
Pistoia, c’è una sbarra chiusa col lucchetto e la caccia alle chiavi può durare un’ora: come martedì, nel caso di una donna ferita
PISTOIA. Si frattura una caviglia al Villon Puccini e attende oltre un’ora prima che i volontari della Misericordia, giunti sul posto con l’ambulanza, riescano a portarla via con la barella a cucchiaio.
Il problema? Le chiavi della sbarra di accesso al viale del parco comunale, quella all’altezza della fontanina, non si trovano. Così l’ambulanza resta bloccata, a due passi dal bar. Nel frattempo, impossibilitata ad avvicinarsi alla donna ferita, l’ambulanza si sposta all’altro accesso al parco, all’altezza della chiesa di Capostrada, mentre i soccorritori raggiungono a piedi la donna. Quando – venti, trenta minuti dopo le chiamate partite verso il centralino del Comune e la Polizia Municipale per richiedere l’apertura della sbarra – arriva sul posto l’operaio del cantiere comunale con le chiavi, l’ambulanza è ormai all'accesso pedonale di Capostrada.
Il fatto risale al primo pomeriggio di martedì 13 dicembre. A raccontarlo, Alessandro Zoppi, figlio ventenne della donna rimasta ferita nella caduta, che è corso a soccorrere la madre dopo essere stato avvistato da alcune persone che per prime hanno trovato la donna a terra.
«La sbarra era bloccata – racconta Zoppi – allora abbiamo provato a chiamare la polizia municipale, che però non sapeva darci risposte. Le chiavi non si trovavano. I soccorritori hanno raggiunto mia madre a piedi, perché anche la barella non riusciva a passare. Prima hanno provato a portarla via con la sedie a rotelle, ma il dolore alla gamba era troppo forte, allora hanno usato il cucchiaio (barella a mano – ndr). Nel frattempo, l’ambulanza aveva raggiunto l’ingresso di Capostrada, dove c'è un secondo passaggio pedonale. Anche io ho dato una mano ai soccorritori a portare via mia madre, ma anche passare da quell’accesso non è stato semplice. Ci sono delle sbarre pure lì, e abbiamo dovuto alzare la barella per superarle, percorrendo il vialetto che è ripido e sconnesso. Dal momento dell’incidente a quando l’ambulanza è ripartita, è passata più di un’ora. Per fortuna si trattava di una gamba rotta. Non oso immaginare cosa potrebbe succedere in un caso più grave».
Il Comune di Pistoia, però, interpellato da “Il Tirreno” dà la sua versione. «L’iter previsto in questi casi, e di cui tutte le associazioni di soccorso sono informate, prevede che per reperire le chiavi della sbarra si chiamino Polizia Municipale o Protezione civile del Comune. A quel punto l’operaio del cantiere comunale, reperibile 24 ore su 24, viene immediatamente inviato ad aprire la sbarra, come accaduto anche martedì scorso. Il tempo di intervento è al massimo di 30 minuti».
«Il parco – fa sapere ancora il Comune – non può essere lasciato aperto, altrimenti sarebbe un continuo passaggio di auto e moto. Una seconda chiave della sbarra, inoltre, è all’interno del bar del parco». Una chiave che, però, dal bar fanno sapere di non avere. «La chiave che abbiamo – spiegano – apre un’altra sbarra, che peraltro, non esiste neanche più perché due anni fa si è rotta, e il Comune l’ha sostituita con due transenne».
Andando al di là di questo singolo caso, comunque, la questione dei soccorsi esiste. Chiave o non chiave, infatti, in caso di emergenza il parco dovrebbe essere reso accessibile ai mezzi di soccorso, e nel minor tempo possibile. Nel caso di una gamba fratturata l’attesa di un’ora implica disagi e dolore. Ma nel caso di una persona colta da infarto, ogni minuto è prezioso. E per uno spazio verde frequentato, come il parco del Villone, da tante persone (tra cui non mancano quelli che fanno jogging, o i ragazzi che giocano, o gli anziani in cerca di un po’ di pace) questo è decisamente un bel problema.
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