Il presidio
Sequestrati beni a Lorenzi per un valore di 8,5 milioni
Il «re degli scaldabagni» è finito nel mirino della Guardia di Finanza La Procura ha chiesto e ottenuto una misura di prevenzione patrimoniale
PISTOIA. Era diventato il numero 2 al mondo per la produzione di scaldabagni, tanto da meritarsi il soprannome di "Re degli scaldabagni". Vasco Lorenzi, 85 anni, originario di Monsummano, residente in una bella villa in via Pier Paolo Pasolini a Montale, ha fatto le sue fortune partendo dal capannone industriale che aveva sede a Montemurlo per espandersi poi in Sardegna ed in Piemonte. Ma oggi, da quel mondo dorato, dal quale era già da tempo ufficialmente sceso, sotto i colpi delle inchieste per bancaratta fraudolenta da parte di varie procure d'Italia, ne è definitivamente uscito perché la Guardia di Finanza, prendendo spunto da una legge del 2000 che permette di indagare su quei soggetti che sono indicati come pericolosi sociali e non solo in ambito mafioso bensì anche in ambito economico e fiscale, ha fatto - sotto la direzione del procuratore capo della Repubblica di Pistoia, Paolo Canessa - una serie di accertamenti sull'ottantacinquenne. Il risultato? La Guardia di Finanza ha posto sotto sequestro beni mobili e immobili per un valore complessivo di circa 8,5 milioni di euro.
Il sequestro è stato possibile sulla base di una misura di prevenzione patrimoniale antimafia disposta dal giudice Luca Gaspari. Secondo gli investigatori il patrimonio e lo stile di vita della famiglia Lorenzi non sarebbe in sintonia con i proventi leciti dichiarati nella pur lunga attività imprenditoriale. Insomma c'è il chiaro sospetto che la grandissima parte del patrimonio appartenente al capostipite, alla moglie Tina Parlanti, al figlio Stefano e a società immobiliari a loro riferibili, arrivino da attività finanziarie illecite.
L'attività di indagine, svolta dal Nucleo di polizia tributaria, ha consentito infatti, attraverso approfondite analisi di natura economico-patrimoniale, di sottrarre alla disponibilità della famiglia Lorenzi un patrimonio mobiliare e immobiliare enorme: sono stati sequestrati trentanove immobile nelle province di Pistoia, Prato, Firenze e Siena, tra i quali una villa di 31 vani con piscina e parco privato, nonché partecipazioni societarie per oltre 200.000 euro.
L'ottantacinquenne è stato più volte denunciato da varie autorità giudiziarie per una serie di reati di tipo fiscale e fallimentare. L'ingente patrimonio, posseduto anche attraverso società schermo di diritto estero, non avrebbe trovato completa giustificazione nella sua posizione reddituale né tantomeno in quella dei suoi familiari. Il patrimonio sequestrato, che è stato ritenuto frutto delle condotte illecite perpetrate nel corso del tempo, «ha evidenziato - secondo i finanzieri - l'esistenza di una notevole sproporzione tra i redditi dichiarati e il valore dei beni nell'effettiva disponibilità della famiglia Lorenzi».
I problemi per Vasco Lorenzi sono cominciati con l'arrivo del nuovo Millennio. La produzione subisce un rallentamento, la crisi comincia a farsi sentire e, soprattutto, sembra ci siano operazioni di espansione sbagliate.
Nel 2006 nel tribunale di Prato viene depositata la sentenza di fallimento per la Lorenzi Vasco spa con sede a Montemurlo, in cui l'imprenditore era presidente del consiglio di amministrazione e consigliere delegato. Procedura fallimentare che si chiuderà nel 2015 con la vendita del capannone e del marchio per circa due milioni di euro. Nell'ottobre del 2007 arriva la sentenza di fallimento anche per la European Components spa con stabilimenti fra Cagliari ed Assemini in Sardegna, che produceva a sua volta scaldabagni. Nella vicenda sarda si parlava di contributi pubblici ricevuti a fronte di un'attività in realtà non svolta. La Corte dei Conti sarda nel gennaio del 2010 condannò Vasco Lorenzia risarcire la Regione di 3 milioni e 940mila euro.
Attualmente Vasco Lorenzi risulta presidente del cda della International Gas srl con sede ad Assemini (Cagliari), presidente del cda della Fismar spa sempre con sede nella zona industriale Grogastu Macchiareddu nel comune cagliaritano, azienda che si occuperebbe di fabbricazione di apparecchi per la misurazione e regolazione di contatori di elettricità, di gas, acqua e altri liquidi; socio accomandante nella Master Comunications di Parlanti Tina & C. sas e vicepresidente nel cda della Isea spa, entrambe con sede a Montecatini in via Giuseppe Mazzini. Le quote di tutte queste aziende sarebbero finite nel sequestro come misura di prevenzione patrimoniale antimafia disposta dalla magistratura pistoiese.
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