Il presidio
Rifiuti, timori per la gestione unica
I sindaci della Piana: «L’inceneritore resta nostro». Risaliti: «In Alia spa non conteremo nulla»
MONTALE. Si pronunceranno entro Natale i consigli comunali di Montale, Agliana e Quarrata sulla partecipazione di Cis srl al processo di fusione che porterà alla nascita di Alia spa, la nuova società di gestione dei rifiuti nella quale confluiranno Quadrifoglio (Firenze), Asm (Prato), Publiambiente (Pistoia, Empoli) e, appunto, Cis srl (Montale, Agliana, Quarrata).
Non rientrerà nella fusione, invece, Cis spa, che detiene la proprietà di Cis srl e dell’inceneritore di Montale, con l’impianto che rimarrà, dunque, di proprietà dei Comuni di Montale, Agliana e Quarrata. Questo il quadro, dopo i passaggi avvenuti nei giorni scorsi all’interno delle commissioni dei tre Comuni della Piana.
Il processo in corso darà vita a quello che viene stimato come il quarto gestore pubblico sul piano nazionale per i servizi sul territorio. Una società che, una volta a regime, gestirà i rifiuti in oltre 60 Comuni tra le province di Firenze, Prato e Pistoia per una popolazione complessiva di circa 1,5 milioni di persone.
Il peso nei rapporti azionari di Cis, azienda più piccola tra quelle che daranno vita al nuovo soggetto, sarà pari all'1,28 %, mentre la parte del leone la farà Quadrifoglio, che peserà da sola per oltre il 71,55 %. «Nella fusione – spiega il sindaco di Quarrata, Marco Mazzanti – per noi entra Cis srl e non Cis spa, quindi l’impianto rimane di proprietà dei tre Comuni di Montale, Agliana e Quarrata.
Saremo ancora noi in futuro a prendere le decisioni sull’impianto nel rispetto delle regole regionali. Non è a rischio la chiusura del termovalorizzatore di Montale perché è prevista la realizzazione di Case Passerini. Una volta che avremo finito di pagare il mutuo sul nostro impianto, lo destineremo ad attività diverse dall’incenerimento. La data di dismissione resta il 2023».
«La fusione – afferma il sindaco di Montale, Ferdinando Betti – non riguarda Cis spa e l’impianto di Montale. Noi teniamo fede a quello che abbiamo sempre detto: l’impianto sarà chiuso nel 2023, una volta pagato il mutuo. Abbiamo, inoltre, recentemente approvato in consiglio comunale una mozione proposta da Centrodestra Unito per Montale, con la quale si ribadisce che la proprietà dell’impianto rimane nelle nostre mani».
Le opposizioni, intanto, non hanno intenzione di abbassare la guardia di fronte al processo in corso. «Nel 2013 – ricorda Gianna Risaliti, capogruppo di Centrodestra Unito e vicesindaco di Montale dal 2009 al 2014 – quando amministravamo il Comune, fu fatto da parte dei vertici di Cis un tentativo di portare nella fusione anche l’impianto di via Tobagi. Tentativo che riuscimmo a bloccare.
Anche se con la fusione l’impianto resterà di proprietà dei Comuni, nel nuovo gestore unico non conteremo nulla, né come percentuale di popolazione, né come peso all’interno della società. Dovranno essere i Comuni a farsi sentire all’interno dell’Ato e questo mi preoccupa perché i sindaci non sono in grado e non vogliono opporsi all’Ato e al partito capeggiato da Renzi. Fino ad oggi, infatti, si sono piegati a quello che è stato deciso da altri che non vivono sul nostro territorio».
«Adesso – aggiunge il capogruppo del Movimento 5 Stelle di Agliana, Massimo Bartoli – aspettiamo di vedere cosa sarà scritto nella convenzione per quanto riguarda l’inceneritore di Montale. Tutto è nelle mani delle amministrazioni e noi dall’opposizione vigileremo».
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