Il Tirreno

Pistoia

Bruschi, crescono le istanze di fallimento

Tiziana Gori
Un gruppo di vivaisti creditori di Bruschi davanti alla sede dell’azienda di Bottegone (foto Lorenzo Gori)
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Un gruppo di vivaisti creditori di Bruschi davanti alla sede dell’azienda di Bottegone (foto Lorenzo Gori)

All’azienda mantovana se ne sono aggiunte due di vivaisti pistoiesi: «Nessuna proposta per pagare i debiti»

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PISTOIA. Il temuto inasprimento dei toni e delle azioni giudiziali c’è stato. La promessa, da parte di Sandro Bruschi, di convocare - in tempi non lunghi - i propri creditori a un tavolo, non è stata ad oggi messa in pratica e due vivaisti locali hanno presentato istanza di fallimento al tribunale di Pistoia. Sinora, oltre a diversi decreti ingiuntivi, aveva depositato istanza di fallimento la Veriflor di Canneto sull’Oglio, in provincia di Mantova. Era il 21 ottobre, tre giorni dopo la firma dell’accordo per l’affitto di un ramo d’azienda tra vivai Sandro Bruschi e Giorgio Tesi Group. Una soluzione che salva i 42 posti di lavoro dei dipendenti Bruschi, ma rischia di affossare le speranze di recupero dei crediti da parte dei fornitori.

Veriflor non è peraltro uno dei più importanti (108mila euro). In provincia di Pistoia ci sono vivaisti che vantano crediti dai 500mila agli 800.000 euro. E poi ci sono le banche.

Nel corso di un incontro convocato da Coldiretti alla presenza di Bruschi e Fabrizio Tesi, Sandro Bruschi ha annunciato l’intenzione di tentare la via della composizione da sovraindebitamento. Si tratta di incardinare un iter che, con l’assenso degli istituti di credito, eviti le procedure fallimentari e metta a disposizione fondi ai fornitori (in credito, secondo stime ufficiose, di circa 10 milioni di euro, escluse le banche).

Nell’incontro la platea è stata informata che l’accordo tra le due aziende contiene un contratto estimatorio a latere con la valutazione del soprassuolo, e un contratto d’affitto di ramo d’azienda che «genereranno importanti flussi finanziari a tutela dei dipendenti e degli altri creditori». Fondi che Tesi pagherà a Bruschi, ma che saranno contrattualmente vincolati alla soddisfazione dei fornitori. Il canone d’affitto ammonta a 212mila euro l’anno per 18 anni, mentre sulla valutazione del soprassuolo il Comitato vivaisti creditori afferma di non aver avuto informazioni.

Sia le associazioni di categoria (in testa la Cia) sia il neo costituito Comitato hanno avallato la soluzione, a patto che una proposta concreta giunga in tempi celeri, non oltre la fine dell’anno. «Siamo in attesa, non c’è stato alcun contatto al momento da parte di Bruschi», informa Sandro Orlandini, presidente provinciale della Cia. «So che alcuni creditori stanno facendo i loro passi, ma noi come associazione confidiamo di poter attivare il tavolo promesso durante l’incontro in Coldiretti di inizio novembre. In presenza di un’offerta concreta e chiara ritengo che i creditori possano ritenerla vantaggiosa rispetto all’istanza di fallimento. Potrebbero rinunciare ad andare avanti».

Parole confermate dall’avvocata Roberta Fioretti, che ha depositato due istanze per altrettanti vivaisti, una la scorsa settimana e una in questa. «Ce ne saranno ancora», informa. Altri avvocati difendono gli interessi di fornitori che non ne vogliono sapere di aspettare. Perlomeno 2 o 3, e altri stavano valutando. «Il fallimento di per sé non porta a niente - conferma l’avvocata Fioretti - È un modo per sollecitare, perché le parti in causa si siedano intorno a un tavolo». Ma risponde anche ad un’altra esigenza: se la proposta di Bruschi non arriverà entro fine anno o non fosse ritenuta soddisfacente, presentandole entro questa settimana, i creditori sarebbero in tempo per ricongiungere le loro istanze a quella di Veriflor, che sarà discussa il 10 gennaio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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