Il presidio
Pistoia rende omaggio al coraggio di non tacere
Al Piccolo teatro Bolognini l’applauso degli studenti a tre vincitori del Premio nazionale Caponnetto e al reporter antimafia Saverio Tommasi
PISTOIA. Tre storie di coraggio. E di profonda umiltà. Perché gli eroi sono anche le persone normali, che svolgono lavori normali. Il Premio nazionale Antonino Caponnetto per la cultura della legalità di quest'anno è andato a Gregorio De Falco, Angelo Corbo e Cesare Moreno. Che hanno parlato davanti a una platea di giovani delle scuole superiori di Pistoia, ieri mattina, prima di ricevere il premio nella Sala Maggiore del palazzo comunale, intervistati dal videoreporter antimafia Saverio Tommasi di Fanpage.it al Piccolo Teatro Bolognini.
«Rifiutate i compromessi. Siate intransigenti sui valori. Correggete chi sbaglia» le parole del giudice Caponnetto, scomparso il 6 dicembre del 2002. E con queste stesse parole ha esordito il videoreporter siciliano ieri mattina, dopo la proiezione del breve filmato sul giudice che ha vissuto a Pistoia per trent'anni, dove è stato sepolto. «Rifiutate frasi del tipo “Io non posso farci niente, chi si fa i fatti propri campa cent'anni – ha proseguito Saverio Tommasi – Chi si fa i fatti propri è un vile. Un vigliacco. I gesti straordinari incrociano anche lavori ordinari. Non è necessario essere supereroi».
Il Premio, organizzato dal 2011, è promosso dalla Fondazione Un Raggio di Luce Onlus, dal Centro di documentazione e di progetto don Milani di Pistoia e dalla Fondazione Antonino Caponnetto di Firenze.
Il primo a parlare davanti ad una platea di ragazzi in religioso silenzio è stato il capitano De Falco, che la sera del disastro della Costa Concordia coordinò dalla Capitaneria di Livorno le operazioni di salvataggio, invitando il comandante Francesco Schettino a risalire a bordo.
«Ci si prepara tutta la vita ad un'operazione del genere - ha esordito De Falco - poi si tende a scappare perché si ha paura. Chi l'affronta sa di non poter riuscire a salvare tutti. Il coraggio sta nell'affrontare questa paura, non nel non averla».
Dopo questa tragica esperienza, invece di ricevere complimenti e premi, De Falco è stato demansionato, «parcheggiato in un luogo in cui non avevo alcuna responsabilità», ha detto, richiamando l'attenzione anche sulla vicenda dimenticata della Moby Prince, per la quale ancora i parenti delle vittime attendono verità e giustizia.
Poi è stata la volta di Angelo Corbo, poliziotto sopravvissuto alla strage di Capaci del 1992, che ha raccontato «il senso di colpa e la vergogna per essere rimasto vivo», motivo del suo silenzio durato più di vent'anni, fino a che non ha deciso di scrivere un libro su quei drammatici fatti. Poi ha incitato i ragazzi: «Cominciate a parlare e darete fastidio. La mafia vi vuole ignoranti».
Infine, sul palco del Bolognini è salito Cesare Moreno, presidente dell'associazione Maestri di strada, che da anni lavora sulla problematica della dispersione scolastica nella Napoli orientale.
La giornata si è conclusa nel pomeriggio il palazzo comunale, dove i vincitori hanno ricevuto il premio.
Alessandra Tuci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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