Il Tirreno

Pistoia

Il distretto ferroviario traina l’economia

di Valentina Vettori
Il distretto ferroviario traina l’economia

Confindustria presenta i numeri del terzo trimestre 2016: ok calzature e carta, male il tessile, in crisi nera l’edilizia

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PISTOIA. È il +6,7% registrato dal settore metalmeccanico, nel terzo trimestre 2016, che traina la produzione industriale dell’intera provincia di Pistoia. E la parte da leone la fa il distretto ferroviario pistoiese forte dell’attività di Hitachi Rail e delle aziende del suo indotto.

Quello metalmeccanico è infatti il settore produttivo migliore del terzo trimestre 2016 sul territorio pistoiese, che lancia già buoni segnali anche per il 2017. Al secondo posto il settore cuoio e calzature con un +5,2% e il +3,6% del settore carta. In provincia la maglia nera va invece al tessile (-4,6%), all'abbigliamento (-2,5%) e al settore del mobile che piomba a un -9,8%. Una timidissima ripresa si registra nell'edilizia con il +1,1%. Settore che, però, dal 2008 è vittima di una crisi senza precedenti e che in questi anni ha determinato la perdita del 37% delle imprese provinciali, per un totale di oltre un migliaio di operai che, dal 2008, hanno perso il lavoro.

A illustrare i dati del terzo trimestre 2016 è Confindustria Toscana nord nella conferenza stampa di fine anno. Evento che celebra anche il primo anniversario della fusione delle associazioni industriali di Pistoia, Prato e Lucca nella realtà di Confindustria Toscana nord. A presenziare: Federica Landucci, vice presidente dell’associazione; Paolo Gozzi, rappresentante del gruppo cuoio e calzature della sezione Sistema moda; Daniele Matteini, gruppo Meccanica generale; Alessio Ranaldo, presidente gruppo Giovani imprenditori; Ornella Vannucci, vicepresidente Ance (edili) Toscana nord. «Un primo anniversario - commenta Landucci - nel segno della continuità dell'opera dei soggetti che sono confluiti in Confindustria Toscana nord, ma che contemporaneamente lavora in una prospettiva territoriale più ampia, che mira a superare anche i confini regionali». I segnali di ripresa della produttività in provincia di Pistoia nei settori metalmeccanico, cuoio e carta - per il terzo trimestre 2016 - determinano anche il segno più nell’export pistoiese. Dati in crescita anche rispetto a quelli nazionali. Un +3,1% nelle esportazioni manifatturiere (contro il +0,4% a livello nazionale), frutto della forza della domanda estera che, conseguentemente, rafforza anche la produzione.

Come detto, l’effetto traino nella produzione della provincia di Pistoia è la metalmeccanica. Settore che conferma la sua solidità anche nell’ambito dell’intero sistema produttivo dell’area di competenza di Confindustria Toscana nord, conquistando il podio e risultando secondo solo al sistema tessile-moda. «Il distretto ferroviario pistoiese – dice Matteini – è un’eccellenza dal punto di vista qualitativo e tecnologico. Investire in ricerca e sviluppo, come è stato fatto in passato, sta dando i suoi frutti e i buoni risultati sono sotto gli occhi di tutti. Non ultima la maxi commessa di treni regionali di Trenitalia, vinta da Hitachi, che darà lavoro per i prossimi 9 anni anche all’intero indotto».

Buona anche la performance del settore cuoio e calzature della Valdinievole dove «nonostante la crisi - spiega Gozzi - gli investimenti nel capitale umano e in innovazione tecnologica e produttiva hanno rafforzato l'intero settore». Ancora in affanno, invece, l'edilizia. Una «crisi nera - è il grido di allarme di Vannucci - determinata da un settore pubblico dove investimenti inesistenti e gare di appalto a sorteggio non valorizzano la qualità delle imprese del territorio, e dove l'attuale normativa per il settore privato penalizza le imprese strutturate e favorisce le attività al nero».

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