Il presidio
Attese record per la colonscopia Chi può, fa l’esame a pagamento
Capita di dover attendere 18 o 19 mesi per svolgere il controllo attraverso la prenotazione al Cup Lo stesso per visite endocrinologiche. «Basta pagare 150 euro. Ma chi non può permetterselo?»
PISTOIA. Più di un anno e mezzo per una visita endocrinologica. C'è da aspettare altrettanto per una colonoscopia: 19 mesi. Ecco quanto sono lunghe le liste di attesa della sanità pubblica. «Inaccettabile» per chi, rivolgendosi al Cup, si è sentito rispondere «C'è posto a giugno 2018».
Come la donna pistoiese che, affetta da tiroidismo, a fine novembre è andata a prenotare una visita endocrinologica con ecografia alla tiroide. «Il primo posto disponibile è a Pistoia nel 2018» le hanno detto. «Ma come?» ha pensato lei, «allora mi guardi Pescia» ha risposto. «No - ha spiegato l'operatore dall'altra parte del vetro - a Pescia è peggio che a Pistoia». Risultato? La donna - con tiroide cronica di Hashimoto e con esenzione totale - si è dovuta rivolgere all'intramoenia, ovvero alle prestazioni erogate a pagamento all’interno dell’ospedale, ma in regime di libera professione. L’attesa? Due settimane, in questo caso.
La stessa situazione, o quasi, la denuncia anche un'altra residente di Pistoia. Si tratta ancora di una visita endocrinologica. «Ho preso l'appuntamento il primo luglio 2016 e - racconta - mi hanno fissato il controllo a metà luglio 2017. Oltre un anno di attesa. La richiesta del mio dottore per sospetto gozzo multinodulare non era urgente, è vero, ma mai avrei pensato di dover aspettare tanto». Invece le notti di attesa per scoprire la natura di quei noduli sono più di 365. Troppe da accettare.
«Inutile dire - spiega la donna - che sono stata costretta a rivolgermi al privato. La visita, con l'ecografia, costa dai 130 ai 150 euro. Mica tutti se lo possono permettere».
Infine la denuncia di un cittadino per una colonoscopia chiesta «ad agosto 2016 e data per marzo 2018». L'uomo conta i mesi di attesa. Dovrebbe aspettare più di un anno e mezzo per quell'esame considerato indispensabile, lui che è affetto dal morbo di Crohn.
«Devo farmi controlli periodici - spiega - Ho provato a prenotare lo scorso febbraio ma i tempi di attesa erano troppo lunghi e ho lasciato perdere. Quando mia moglie è tornata al Cup (Centro unico di prenotazione) in estate tentando per la seconda volta di prenotare, la lista si era allungata ancora di più. La prima data disponibile per la colonoscopia era a marzo 2018. Una vergogna».
Il consiglio arrivato dal Centro di prenotazione - «dove gli operatori sono sempre stati gentili nonostante i gravi problemi "strutturali", di cui non hanno alcuna colpa» - è stato quello di continuare a telefonare. A volte infatti si liberano dei posti perché qualcuno rinuncia all'esame. Come chi, nel frattempo, si rivolge alla sanità privata, non volendo (o potendo) aspettare mesi.
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