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Lo Iacono saluta e va in pensione
La lettera ai montalesi dello storico comandante dei vigili urbani: «Lascio una comunità generosa»
MONTALE. “Il 31 dicembre prossimo termino il servizio svolto per quarant’anni nella Polizia municipale. Si chiude così un lungo periodo dedicato con orgoglio a una comunità laboriosa e generosa, alla quale mi sento fortemente legato per l’accoglienza e le opportunità di crescita che mi ha dato”.
Inizia così la lettera di saluto ai montalesi di Cataldo Lo Iacono, comandante dei vigili urbani di Montale dal 1 dicembre 1977. L’aveva promesso, e l’ha fatto. Ha raccolto pensieri ed emozioni e scritto una mail, inviata alla stampa. Lo Iacono ha rappresentato senza dubbio un punto di riferimento forte per i cittadini della Piana, che nel corso degli anni hanno imparato a stimare la persona oltre che il pubblico ufficiale.
Andrà in pensione dal prossimo primo gennaio. Lascerà l’incarico dopo oltre 39 anni di servizio nella Polizia municipale, 25 dei quali come comandante. Una vita di lavoro trascorsa interamente a Montale.
“Ho cercato di essere - afferma - una presenza positiva per chi si è rivolto a me per sostegno, assistenza o semplici consigli: spero di esserci riuscito. Pur avendoci messo l’anima e fatto più di quanto pensavo di sapere e potere fare, sono consapevole che qualcosa è stato lasciato indietro o poteva essere fatto meglio: chiedo comprensione”.
Il suo pensiero va poi alle nuove generazioni: “Ai tanti giovani conosciuti nelle occasioni di confronto sui temi della legalità e della convivenza civile, lascio testimonianza che pur partendo da posizioni e condizioni umili, attraverso il sacrificio, la passione e la volontà è possibile superare le difficoltà e raggiungere obbiettivi che sembrano superiori alle nostre forze”.
Poi si concede uno spazio per i saluti: “Saluto con profonda riconoscenza chi mi è stato d’aiuto nell’assolvimento degli impegni: magistrati, prefetti, questori, appartenenti agli organi di polizia, dipendenti e amministratori pubblici, sacerdoti, giornalisti, rappresentanti delle associazioni e singoli cittadini. Ringrazio per la collaborazione e la lealtà le persone che hanno lavorato con me e che, nell’avvicinarsi del distacco, provano una tristezza che testimonia quello che lascio. Ho chiesto loro di continuare con la dedizione e il coraggio di sempre. Rivolgo - conclude - un pensiero affettuoso alla comunità di Marianopoli per essersi dimostrata più volte contenta per quello che ha fatto il ragazzino partito triste mezzo secolo fa. Esprimo gratitudine sincera a tutti quelli che mi sono stati costantemente vicini: le amiche e gli amici, la famiglia d’origine, i miei figli Antonio ed Ester, e soprattutto mia moglie Teresa, senza la quale sarei molto meno di quello che sono. A tutti - conclude il comandante - dico grazie per la montagna di bellissimi ricordi che porterò sempre con me”.
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