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L’apparecchio nascosto con il verde
Ritocco estetico nell’atrio del tribunale, ma la burocrazia non si muove ancora
PISTOIA. Nell’attesa che la burocrazia romana si faccia viva per consentire la messa in funzione, a rendere la sua ingombrante presenza un po’ meno invasiva ci ha pensato l’approssimarsi delle festività natalizie.
Da ieri, infatti, a celare parzialmente alla vista il metal detector che da luglio campeggia nell’atrio affrescato dello storico palazzo pretorio di piazza del Duomo ci pensano cinque grandi piante disposte a siepe, lì collocate nell’occasione dell’addobo verde (abeti, palme ed altro) studiato per quello che è uno degli angoli storico-artistici più preziosi di Pistoia. Una parete naturale di camelie che – grazie anche alla collaborazione di vivai Romiti – mitiga lo stridente impatto che l’aliena struttura ha soprattutto per quei turisti che mettono piede nel palazzo del tribunale con tutt’altre aspettative.
Una struttura tuttavia necessaria per garantire la sicurezza, arrivata dopo anni di impegno da parte dei vertici giudiziari pistoiesi (la nostra città è una delle poche in Italia a non avere un metal detector all’ingresso del ribunale) ma che ancora non può essere utilizzata perché dal ministero non arriva l’ok per la gara per il servizio di vigilanza.
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