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Il Cis ha speso 60.000 euro per il ricorso «Chi pagherà?»
MONTALE. Ammontano a circa 60.000 euro le spese sostenute dal Cis per il parere chiesto allo studio legale Maccinesi e associati necessario per produrre gli atti per la riammissione alla gara per...
MONTALE. Ammontano a circa 60.000 euro le spese sostenute dal Cis per il parere chiesto allo studio legale Maccinesi e associati necessario per produrre gli atti per la riammissione alla gara per la gestione ventennale dei rifiuti del raggruppamento di imprese della Toscana Centrale, dopo l’esclusione temporanea dello scorso maggio.
L'aggiudicazione della gara - per il raggruppamento composto da Cis (Montale, Agliana e Quarrata), Publiambiente (Empoli e Pistoia), Asm (Prato) e Quadrifoglio (Firenze) - è giunta a luglio, in seguito all’accoglimento della documentazione relativa a una pendenza tributaria del Cis di circa 120.000 euro risalente al 2009 (causa, appunto, della momentanea esclusione dalla gara risalente a maggio).
Per attivare le azioni che hanno portato alla riammissione, il Cis, che gestisce l’impianto di incenerimento di Montale per conto dei tre Comuni proprietari (Montale, Agliana e Quarrata), si è avvalso, dunque, del parere di uno studio legale, al quale ha corrisposto 47.580 euro che, comprensivi di Cassa previdenziale e iva, ammontano a circa 60.000 euro.
Cifre riferite dal vicesindaco di Montale Emanuele Logli nell’ultimo consiglio comunale, in risposta all’interpellanza con la quale il gruppo di opposizione Centrodestra Unito per Montale ha chiesto conto di quelle spese. I fatti legati all’esclusione temporanea dalla gara per la gestione dei rifiuti, secondo Centrodestra Unito per Montale, sono da imputare al presidente del Cis Edoardo Franceschi, ritenuto dal gruppo di opposizione “unico responsabile della spiacevole negligenza”. «Da parte nostra - sottolinea Gianna Risaliti, (capogruppo di Centrodestra Unito per Montale) - non c'è dubbio che Franceschi sia il responsabile di quanto avvenuto».
Il gruppo guidato da Risaliti ha per questo annunciato una prossima interpellanza con la quale chiederà se i 60.000 euro pagati dal Cis resteranno a carico dell’azienda o se saranno, invece, richiesti a Franceschi, riservandosi. Inoltre ha annunciato la presentazione di un esposto alla Corte dei conti in merito alla vicenda. (t.a.)
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