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Turismo e servizi fondamentali per lo sviluppo della Montagna

Turismo e servizi fondamentali per lo sviluppo della Montagna

CUTIGLIANO. Quale idea di Montagna? È il titolo di un incontro svoltosi a Cutigliano, nella sede comunale del Palazzo dei Capitani. Un sottotitolo di richiamo: “Proposte e progetti – Imprenditori e...

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CUTIGLIANO. Quale idea di Montagna? È il titolo di un incontro svoltosi a Cutigliano, nella sede comunale del Palazzo dei Capitani. Un sottotitolo di richiamo: “Proposte e progetti – Imprenditori e istituzioni a confronto”. Un parterre qualificato di quattro imprenditori ed altrettanti sindaci della Montagna.

Nell’introdurre il confronto, Maurizio Ferrari, dopo aver elencato ciò che in questi anni la Montagna ha perduto, ha paragonato la situazione dei suoi abitanti a quella dei capponi di Renzo, che si beccavano fra loro prima di andare a morte certa. Ha prontamente replicato il sindaco Tommaso Braccesi con un argomento condiviso da altri sindaci: sono state fatte cose importanti in questi ultimi anni, a partire da due fusioni comunali. Giampiero Danti, sindaco di Abetone, ha sottolineato con forza che il nostro territorio deve essere trattato come il nord e il sud d’Italia, dove i finanziamenti per il turismo arrivano, «perché qui stiamo scivolando nella miseria» ha detto. Il turismo è da sviluppare e dobbiamo giungere ad un vero comprensorio: Abetone, Corno alle Scale, Doganaccia, Cimone.

Per gli imprenditori, Giampiero Bruschi, uno dei soci di un’azienda con oltre 60 dipendenti, ha lamentato la mancanza di servizi, a partire da una viabilità adeguata. Il sindaco di San Marcello Silvia Cormio ha osservato come il turismo, motore di sviluppo, sia fermo agli anni Settanta per mancati investimenti in innovazioni. Linea sostanzialmente condivisa dal sindaco di Piteglio Luca Marmo. Mentre Nicola Cariglia, presidente della Fondazione Turati, ha richiamato l’attenzione sul progressivo invecchiamento della popolazione E si è detto fiducioso che Dynamo e il suo progetto di Social Valley porteranno sviluppo.

Vincenzo Manes, presidente Dynamo, ha accennato ai futuri possibili sviluppi di tale progetto. Ha spiegato come Dynamo Camp in 12 anni abbia accolto un numero enorme di bambini e raggiunto il numero di 97 persone a salario fisso e un numero rilevante di volontari. Quindi, la proposta di Dynamo di realizzare un’oasi «che non aggiungerà alcun vincolo agli esistenti»: succederà come in America, dove i parchi naturali sono visitati annualmente da milioni di persone, «perché il miglior modo di conservare è quello di far vivere i luoghi» ha concluso.

Non convinto Giuseppe Corsini, titolare con la famiglia dell’azienda agrituristica, con 10 dipendenti, Le Roncacce. Ha osservato come le aziende agricole in provincia siano aumentate dal 2009 ad ora, sia in numero che in dipendenti, mentre nel vicino parco del Frignano le attività sono andate a diminuire fino a cessare del tutto in alcuni borghi.

Ampio il dibattito, ma il confronto non ha visto una linea comune da imboccare. Ci saranno altre puntate.

Sauro Romagnani

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