Il presidio
Volontari per il “no” pronti ad azioni legali contro il sindaco
Botta e risposta durante il volantinaggio davanti alla chiesa Il comitato: «Ci ha dato dei fuorilegge». Betti: «Non è vero»
MONTALE. Stanno valutando le possibili azioni da intraprendere nei confronti del sindaco di Montale, dopo i fatti di domenica 13 novembre. I rappresentanti dei Comitati per il “no” al referendum sulla riforma costituzionale di Montale e Pistoia, forti del parere già ottenuto da un avvocato, si sono affidati ad uno studio legale per andare fino in fondo, mentre il sindaco Ferdinando Betti replica con la propria versione dei fatti.
Domenica 13 novembre, raccontano Federica Santoro, Anita Ferri e Barbara Innocenti (Comitato per il “no”), mentre era in corso la distribuzione dei volantini a sostegno delle ragioni del “no” in piazza Matteotti, a Montale, in concomitanza con l’uscita dei fedeli dalla messa, il sindaco Ferdinando Betti, esponente del Partito Democratico e sostenitore del “si”, è intervenuto interrompendo la loro attività.
Secondo quanto riferiscono i militanti per il “no”, il sindaco, che in quel momento stazionava davanti al banchino dei sostenitori del "si" presente nella stessa piazza, si è avvicinato ad uno di loro «apostrofandolo, davanti ai cittadini e in modo brusco, di essere fuorilegge per non avere richiesto al Comune nessun permesso per volantinare ed ha minacciato di chiamare la forza pubblica».
«Alcuni cittadini, visibilmente scossi davanti alla scena – proseguono – , hanno restituito ai militanti il volantino consegnato, nel timore che fosse stata effettivamente svolta un’azione irregolare. I volontari hanno quindi svolto gli opportuni controlli sulle leggi in vigore, che confermavano il fatto che non dovesse essere richiesta nessuna autorizzazione, mentre nel frattempo il sindaco aveva provveduto a chiamare i vigili urbani».
Nella piazza, riferiscono i militanti per il “no”, sono accorse altre persone richiamate dall'accaduto: «Alcuni simpatizzanti o componenti del comitato per il “si”, all’avvicinarsi di una volontaria (per il “no” ndr), hanno cominciato ad apostrofarla con frasi del tipo “ti mandiamo in galera” e “voi spaccate l’Italia”».
Il vigile urbano giunto sul posto ha poi redatto un verbale dal quale - chiariscono i sostenitori del "no" - le accuse del sindaco risultano infondate e dal quale si evince che nessuna azione civile o penale può essere intrapresa contro i membri del comitato che stavano effettuando volantinaggio, «dal momento che la legge nazionale lo consente e che il regolamento del Comune di Montale non contiene niente che vieti tale attività o che comunque la sottoponga a preventiva autorizzazione».
«Non accettiamo – spiega Federica Santoro – che si violi l’articolo 21 della Costituzione che permette di esprimere liberamente il proprio pensiero. Non accettiamo quello che va oltre il rispetto reciproco».
Il sindaco Betti, che nei giorni scorsi ha risposto al Comitato per il “no” con una comunicazione scritta, fornisce adesso al propria versione dei fatti.
«Non ho mai usato espressioni come "fuorilegge" – sottolinea Betti - ho chiamato il vigile solamente per verificare se avessero fatto richiesta preventiva all’ufficio elettorale. Non è che ci sia l’obbligo – prosegue – però da anni a Montale c’è un disciplinare, una consuetudine, che regola queste iniziative. Se si sta fermi in un posto, non è volantinaggio itinerante. Se ti piazzi stabilmente in uno spazio pubblico, ti chiedo gentilmente di segnalarlo all’ufficio elettorale quando lo rifarai. Se i rappresentati del Comitato per il “no” – conclude Betti - vogliono portare avanti delle azioni legali, lo facciano pure; non posso certo impedirglielo. Se queste azioni ci saranno risponderò nelle sedi opportune».
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