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Pistoia

Oliviero Toscani e il logo di Pistoia Capitale: risultato decente ma il respiro è provinciale

Oliviero Toscani e il logo di Pistoia Capitale: risultato decente ma il respiro è provinciale

Il celebre pubblicitario è critico: bisognava uscire dal solco, un’occasione perduta. Sgarbi è perentorio: "Ripugnante". Apprezzamenti, invece, dal fotografo Luca Bracali e dal disegnatore Burattini

Il simbolo di Pistoia capitale è un incrocio di percorsi

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PISTOIA. «Il problema non è il logo in sé, certamente decente, anche se non di immediata comprensione per chi non sia pistoiese. Ma il modo in cui in Italia si continuano a organizzare eventi e manifestazioni culturali del genere. Si rimane sempre in una dimensione provinciale, quando invece sarebbe molto opportuno puntare su concorsi di più ampio respiro. Di respiro internazionale. Perché i numeri ci sono, e Pistoia è un nome importante nel panorama italiano. Perché svilire tutto così, invece di puntare in alto?».

A parlare, interpellato da Il Tirreno, è Oliviero Toscani. Indiscusso maestro della fotografia e protagonista del panorama culturale non solo italiano. «Le commissioni giudicatrici - prosegue Toscani - dovrebbero essere formate da esperti di grafica, arte, cultura. Di gente che questo mestiere lo pratica, e conosce perfettamente i canoni dell'estetica. Nel caso di Pistoia, invece, mi sembra si sia voluto giocare eccessivamente in casa. Le amministrazioni, invece, dovrebbero avere il coraggio di lanciarsi oltre i loro confini e affidarsi a esperti. Uscire dal solco. Un peccato davvero, perché questa per Pistoia avrebbe potuto essere un'importante occasione».

Sintetico e perentorio il giudizio del critico Vittorio Sgarbi in un post sulla sua pagina Facebook: "Un logo ripugnante. Nessuno, con questo logo, si ricorderà che Pistoia è capitale della cultura".

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Anche il pluripremiato fotografo pistoiese, autore di straordinari scatti in giro per il mondo, Luca Bracali dice la sua sul logo: «Ho subito apprezzato la straordinaria semplicità, che è di grande efficacia. Pulito nel colore di fondo, snello e lineare nel font usato e multicolor nei grafismi impiegati per il soggetto principale del logo. Personalmente, però, avrei giocato più sulle linee per tirar fuori, per esempio, un’immagine stilizzata del campanile del Duomo che fosse maggiormente riconducibile, come simbolo storico e culturale, della mia città».

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Positivo anche il commento di Moreno Burattini, sceneggiatore di fumetti, scrittore e critico originario di San Marcello: «Mi piace molto e si intuisce subito la metafora. Si vedono queste linee colorate che rappresentano le diverse culture che si incrociano tra loro. Ma può essere anche vista come una sorta di cartina topografica, che riprende la sagoma della città dentro le mura, in cui ciascuna strada ha una sua linea per conto suo ma poi le strade si incrociano. Mi piace molto, a volte si vedono questi loghi molto più astrusi dei quali si stenta a capirne il significato».

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Variegati i commenti dei lettori sulla pagina Facebook del Tirreno di Pistoia. Si va da quelli lapidari e poco lusinghieri, in alcuni casi irripetibili, fino a opinioni più argomentate e generalmente positive. C’è anche chi accosta il logo a quello della società del gas Consiag.

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