Il presidio
Niente ricorso: definitiva l’assoluzione di Scarafuggi
L’ex direttore generale dell’Asl di Pistoia era stato giudicato innocente dall’accusa di abuso d’ufficio per aver assunto un giornalista che conosceva
PISTOIA. Nei giorni scorsi è definitivamente passata in giudicato l'assoluzione dell’ex direttore generale dell’Asl 3 Alessandro Scarafuggi per il supposto reato di abuso d'ufficio per l'incarico a suo tempo affidato ad Alberto Ruffini, un giornalista da lui conosciuto, che venne assunto per svolgere attività di comunicazione, marketing e fundraising.
Scarafuggi venne assolto il 5 maggio scorso dal giudice Roberto Tredici, al termine di un processo durato quasi un anno. Dato l’esito contrario alle sue richieste, la procura avrebbe potuto ricorrere in appello, ma aveva un termine da rispettare. Ora tale termine è scaduto e quindi questa vicenda giudiziaria si è definitivamente chiusa.
“Nella sentenza – osserva l’ex direttore generale in una nota diffusa ieri – il giudice Tredici torna più volte sulla finalità dell'incarico e conclude che ‘in realtà il fine perseguito direttamente ed intenzionalmente dallo Scarafuggi, (.), era quello di perseguire il fine pubblico rivendicato in udienza, fine che alla luce dei risultati conseguiti ed indicati dai testi sentiti nel corso del dibattimento, si era realizzato o era in corso di realizzazione’”.
Scarafuggi è già stato processato e assolto altre due volte (per il buco da 244 milioni dell’Asl di Massa e per aver manipolato, secondo l’accusa, i conti dell’Asl di Pistoia nel 2009 e 2010).
«Se oggi – dice Scarafuggi – mi chiede se sono contento che si sia arrivati a questa conclusione le dico certamente di sì, ma vorrei si considerasse quanto le vicende giudiziarie, soprattutto quando si concludono con dichiarazioni d'innocenza, siano momenti faticosi. Momenti ai quali sono riuscito a far fronte grazie a risorse emotive e culturali stratificatesi nei 64 anni di vita e nei 43 anni di lavoro continuativo, alla solidità delle relazioni familiari ed amicali, alla solidarietà e all'affetto di chi mi conosce e mi ha conosciuto e anche per la capacità economica necessaria».
In realtà una questione è ancora aperta: quella con la Corte dei Conti, che lo ha condannato a pagare 130.000 euro proprio per la vicenda Ruffini. Sentenza contro la quale è Scarafuggi a proporre appello. «Spero che l’ultima sentenza – dice – mi sia utile, visto che non è facilmente comprensibile quale risarcimento dovrei all'Asl per aver retribuito un soggetto che ha svolto e documentato regolarmente il suo lavoro, non svolto da altri, e che tale lavoro corrispondeva ad un pubblico interesse».
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