Il Tirreno

Pistoia

Il no a Case Passerini mette in discussione l’impianto montalese

di Tommaso Artioli
Il no a Case Passerini mette in discussione l’impianto montalese

Pistoia, il Tar annulla l’autorizzazione per l’inceneritore a Sesto Nascono così dubbi sulla dismissione nel 2023 di Montale

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MONTALE. Il Tar si è pronunciato, annullando l’autorizzazione per i lavori di realizzazione dell’inceneritore di Case Passerini a Sesto Fiorentino. Una sentenza giunta in seguito al ricorso presentato da Wwf, Italia Nostra e Forum ambientalista, con altre associazioni e comitati, ed i Comuni di Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino. Un impianto previsto sul territorio della Piana Fiorentina, il cui destino, negli ultimi anni, è apparso spesso legato a quello dell’inceneritore di via Tobagi a Montale. In più di un’occasione, infatti, gli amministratori dei Comuni proprietari dell’impianto gestito dal Cis, Agliana, Quarrata e Montale, hanno sostenuto che l’apertura di Case Passerini avrebbe concorso al superamento dell’impianto di Montale. I sindaci dei tre Comuni hanno inoltre da tempo indicato nel 2023 l’anno di dismissione dell’inceneritore di via Tobagi.

La battuta d’arresto per l'impianto di Case Passerini pone, adesso, nuovi interrogativi legati al destino di quello di Montale. Intanto, i vertici del Cis confermano senza mezzi termini i programmi di dismissione per il 2023. «A Montale non cambierà assolutamente niente – spiega il presidente Edoardo Franceschi - I sindaci hanno sempre ribadito che l’impianto andrà a chiusura nel 2023». Non ci sono motivi, al momento, per pensare che la vita dell'inceneritore di Montale si prolunghi oltre quella data, anche per l'assessore all'Ambiente del Comune di Agliana, Rino Fragai, nonostante gli impianti siano tra loro correlati.

«La sentenza - afferma Fragai - interviene annullando le procedure di autorizzazione. L'azzeramento dell'autorizzazione non ferma, però, il piano complessivo, in cui si prevede la chiusura di Montale nel 2023. Non siamo di fronte ad una conclusione definitiva della vicenda: potrà esserci un ritardo nella realizzazione di Case Passerini, ma la pianificazione resta integra. Montale è dentro un quadro regionale di pianificazione ed è chiaro che gli impianti sono tra loro correlati: il piano complessivo regge finché c'è l'impianto di Case Passerini». Qualche timore sul destino dell’inceneritore di via Tobagi resta, per il Wwf, uno dei soggetti promotori del ricorso al Tar contro la realizzazione dell'inceneritore della Piana Fiorentina.

«Sicuramente – ricorda Marco Beneforti (Wwf, Pistoia e Prato) – Montale non chiuderà prima del 2023. Il nostro giudizio su quell’impianto rimane critico e auspichiamo che non superi quella data. Mentre è grande la nostra soddisfazione per quanto stabilito dal Tar su Case Passerini, abbiamo il timore che questo argomento possa essere usato per bloccare la chiusura dell’inceneritore di Montale». Sono due i punti, come ribadisce il Wwf regionale, alla base della dichiarazione di illegittimità nella sentenza dei giudici amministrativi su Case Passerini: il mancato coinvolgimento del Comune di Sesto Fiorentino, ed in particolare dei suoi strumenti urbanistici, nel percorso di realizzazione dell’impianto e la non realizzazione delle opere di mitigazione (i boschi della Piana) previste con la costruzione dell’inceneritore.

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