Italia
Scontro sulle pietre di piazza Spirito Santo
Pistoia, il Comune vuole usare il “macigno” e non la semplice arenaria. E così l’appalto è stato riassegnato per due volte
PISTOIA. Non era ancora Ferragosto quando l’amministrazione comunale affidava i lavori per la riqualificazione e pedonalizzazione di piazza Spirito Santo alla ditta vincitrice dell’appalto da 700.000 euro destinato a cambiar volto ad una delle piazze più frequentate del centro. Da allora sono passati quasi tre mesi e di iniziare i lavori proprio non se ne parla, nonostante che, secondo i piani doveva essere settembre il mese destinato a veder aprirsi il cantiere. E siccome la durata dei lavori è stimata in 208 giorni, è facile ipotizzare che – se tutto va bene – i pistoiesi potranno calpestare la nuova piazza Spirito Santo soltanto ad estate inoltrata. Un ritardo tanto più rilevante in quanto la pedonalizzazione della piazza è uno degli interventi citati espressamente nel dossier per la candidatura di Pistoia a Capitale italiana della cultura 2017.
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Quali i motivi di queste lungaggini? Uno, soprattutto: l’appalto si è bloccato su una questione relativa alle pietre. Sì, le lastre con cui la nuova piazza dovrà essere pavimentata. Il capitolato speciale d’appalto prevede l’uso di un particolare materiale, il “macigno”, di colore grigio-verde e dalla grana leggermente grossolana, tipica della regione del Chianti; l’azienda vincitrice dell’appalto, la Edil Fergi srl di Giugliano (Napoli) proponeva invece l’arenaria forte, una pietra grigia chiara e dalla grana uniforme. Oltretutto, il costo del “macigno” è maggiore.
Può sembrare una questione di lana caprina, ma secondo gli uffici tecnici comunali non è così: di lastre in macigno, infatti, è costituita – almeno così sostiene l’unità operativa Lavori Pubblici – la gran parte delle pavimentazioni del centro storico. Per ragioni di omogeneità, quindi, non si può scegliere una pietra diversa in piazza Spirito Santo. Per di più il progetto - firmato dall’ingegner Fabrizio Lunardi e dall’architetto Stefano Bartolini sviluppando quello che nel 2013 vinse il concorso d’idee, realizzato dagli architetti Marco Arrigoni e Valentina Satti - è veramente minimale negli interventi previsti, per cui la qualità della pavimentazione è destinata a risaltare ancora di più.
Prima di dare il benservito alla Edil Fergi, il 30 settembre c’è stata una riunione a Firenze alla quale ha partecipato anche un funzionario della Sovrintendenza, il cui parere sarebbe stato favorevole alla ditta vincitrice: l’arenaria viene indicata come “compatibile” con il progetto.
Ciò nonostante, il 5 ottobre arrivava la revoca dell’aggiudicazione provvisoria dell’appalto: secondo i tecnici comunali, accettare un materiale diverso da quello previsto nel capitolato avrebbe modificato le regole della gara d’appalto in corso d’opera, cosa ovviamente proibita.
Di qui la decisione di assegnare l’appalto al secondo classificato, la Rocar costruzioni di Melfi. Ma il 20 ottobre il secondo imprenditore si è tirato indietro, comunicando di non poter eseguire l’opera. Lo stesso giorno è stata firmata l’aggiudicazione provvisoria al terzo classificato, la Berti Sisto & C. Lavori stradali di Firenzuola, che aveva comunque offerto un robustissimo ribasso sulla base d’asta, cioè il 29,7% (valore dei lavori, quindi, 336.189 euro più oneri per la sicurezza). L’aggiudicazione è ancora da confermare, in attesa della verifica di routine di tutti i requisiti: ma la speranza di Palazzo di Giano è che non ci debbano essere ulteriori slittamenti.
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