Il Tirreno

Pistoia

«È una tragedia che ci lascia senza parole»

Tiziana Gori
L'incidente sulla Regionale 66 e, nel riquadro, Antonio Minichello
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L'incidente sulla Regionale 66 e, nel riquadro, Antonio Minichello

Il preside dell’Itt Fedi-Fermi ha incontrato la classe di Antonio Minichello. Oggi l’autopsia, sabato mattina il funerale

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PISTOIA. «Siamo tutti rimasti colpiti. È una tragedia che ci ha lasciati senza parole». La prima cosa che ha fatto ieri mattina Paolo Bernardi, al rientro a scuola dopo il ponte di Ognissanti, è stata quella di bussare alla porta della classe di Antonio Minichello, la 3Meccanica sezione C, e cercare lo sguardo degli studenti. Nel silenzio generale il preside ha detto ai ragazzi che è il momento di stare uniti. «Insegnanti e studenti, cerchiamo di stare vicini. E di esprimere il nostro affetto alla famiglia di Antonio, far loro sentire che non sono soli». Gli studenti dell’Istituto tecnico industriale stanno pensando a qualche iniziativa in memoria del loro compagno prematuramente scomparso in seguito a un incidente stradale lunedì sera. Tra le idee uno striscione da esporre al funerale, o davanti alla scuola.

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Stamani sarà ufficialmente conferito al medico legale Brunero Begliomini, l’incarico per l’autopsia, che sarà eseguita oggi pomeriggio all’obitorio dell’ospedale San Jacopo. La salma sarà poi restituita alla famiglia per la cerimonia funebre, che si svolgerà sabato mattina alle 11 nella chiesa di San Giuseppe Artigiano, in Violina, a Quarrata. La salma sarà esposta, probabilmente da venerdì pomeriggio, nelle camere mortuarie delle cappelle del commiato della Misericordia di Quarrata.

«I ragazzi - racconta Paolo Bernardi - erano praticamente già tutti informati della morte di Antonio. Nonostante il giorno festivo avevano appreso la notizia dai social o sentendosi via cellulare. E soprattutto nella classe del ragazzo gli insegnanti dovranno trovare il modo giusto, gli spazi di riflessione per aiutare i suoi compagni a elaborare il lutto. È una tragedia che ha colpito tutti noi».

«L’ultima volta li ho visti sabato, lui e un suo compagno di classe, suo grande amico - racconta Emilio Grieco, professore del biennio di fisica - Mi hanno fermato per chiedermi se li accompagnavo in gita: «Professore allora, ci viene? E mi ha sorriso. È la cosa che ricorderò di più di lui, il suo sorriso». Il prof Grieco ha un buon ricordo della sezione C, indirizzo Meccanica: «Una classe tranquilla, unita. Spero che sappiano esserlo anche ora. Li aspetta una dura prova».

Antonio amava i motori. Dalle Vespe alle moto, come ha ricordato il compagno di classe Elia in una lettera “condivideva con noi la passione per la meccanica. Una vita dedicata in pieno a smontare e rimontare motori nel suo piccolo garage, il suo angolo di paradiso, dove tutto era possibile e niente era irraggiungibile”. “Sarebbero tanti, troppi - continua Elia - i pensieri da dedicare al nostro amico Mini, e riassumere 16 anni in poche parole è molto difficile. Il dolore che portiamo dentro è profondo. È per questo che saremo noi amici a portare avanti il suo nome, la sua passione, la sua testardaggine, e in special modo il suo sorriso. Adesso nessuno potrà più fermare la sua interminabile passione. È con le lacrime agli occhi, in nome di tutti dico: Vola alto amico nostro, non ti fermare, veglia su di noi e non ci abbandonare”.

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