Il Tirreno

Pistoia

I “Sarti subito” vengono dal Gambia

Valentina Vettori
I “Sarti subito” vengono dal Gambia

Pistoia, Ebrahim e Babukar cuciono e rammendano nel loro laboratorio alla parrocchia di Vicofaro

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PISTOIA. Tagliano, cuciono, rammendano e danno vita ad abiti, borse e zaini, frutto della loro creatività. È tutto rigorosamente fatto a mano e sembra opera di antichi saperi sartoriali – come se ne trovano sempre meno in giro. Invece, a lavorare a macchina con ago e filo sono due giovanissimi migranti ospitati nella parrocchia di don Massimo Biancalani, a Vicofaro. Si chiamano Ebrahim Makalow e Babukar Ndow, rispettivamente di 19 e 18 anni, e arrivano entrambi dal Gambia. La loro piccola attività si chiama “Sarto subito”.

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Il progetto di don Massimo r promuove le loro doti sartoriali acquisite in Gambia - dove il lavoro di sarto è principalmente affidato agli uomini - mettendole al servizio della comunità parrocchiale di Vicofaro. Seppur con tempi e modi diversi, la storia di Ebrahim e Babukar è simile. Sono fuggiti da una dittatura che ha reso il loro un paese impossibile per viverci serenamente. Senza prospettive, sono partiti da soli, lasciando in Gambia le loro famiglie. Hanno percorso migliaia di chilometri attraverso Senegal, Mali, Burkina Fasu, fino ad arrivare in Libia. Lì si sono imbarcati per arrivare in Italia. «Bella Pistoia – dicono – Ora è tutto ok».

In città hanno trovato l'accoglienza straordinaria di don Massimo. Il parroco di Vicofaro e Ramini che, insieme a don Alessandro Carmignani, parroco di Marliana, dal marzo scorso ha aderito al bando della Prefettura per i progetti di prima accoglienza di migranti nella provincia di Pistoia, grazie al sostegno dell’associazione “Virgilio-Città libera” presieduta da Alessandro Vivarelli.

Attraverso “Sarto subito”, Ebrahim e Babukar lavorano a macchina rammendando i vestiti dei loro compagni migranti, si cuciono i loro abiti tradizionali e coloratissimi, creano borse e zaini in stoffa. Oggetti, questi ultimi, che vengono venduti durante il mercatino ortofrutticolo organizzato dalla parrocchia di Vicofaro. Soldi che i due ragazzi inviano a casa, in Gambia, dove hanno lasciato le loro famiglie. Parlano piuttosto bene l'italiano, Ebrahim e Babukar, e spiegano che in Gambia hanno imparato a cucire già dalla scuola. A Vicofaro, don Massimo ha messo a disposizione di Ebrahim e Babukar macchine da cucire, fili e stoffe per dare sfogo alla loro creatività.

«L'idea – spiega don Biancalani – è di dar loro la possibilità di svolgere un mestiere che sanno già fare, rendersi utili alla comunità di Vicofaro garantendo un piccolo servizio sartoriale, e guadagnare qualche soldino». “Sarto subito”, però, non è l'unica attività che coinvolge i ragazzi di don Massimo. A Ramini e Vicofaro i giorni sono riempiti da lezioni di italiano (i ragazzi parlano francese e inglese) con operatori e volontari. Lettura dei quotidiani locali. Progetti culturali con gli studenti del liceo scientifico Amedeo di Savoia. Partite di calcio con la società sportiva di Ramini e lavoro nell’orto biologico della piccola frazione pistoiese. Ventimila metri quadri di campi, fino a qualche anno fa destinati alle coltivazioni dei vivai, e che saranno riconvertiti all’agricoltura tradizionale. Un’attività preziosa che servirà a insegnare ai ragazzi un altro mestiere.

 

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