Meteo
Termoverniciatura, si aspettano i dati
QUARRATA. «L'impegno dell'amministrazione è finalizzato a riportare la situazione alla normalità, qualora non lo fosse. Ma per adesso non abbiamo dati certi in mano». Sono queste le parole del...
QUARRATA. «L'impegno dell'amministrazione è finalizzato a riportare la situazione alla normalità, qualora non lo fosse. Ma per adesso non abbiamo dati certi in mano». Sono queste le parole del sindaco Marco Mazzanti, dopo aver preso parte all'assemblea organizzata da Legambiente in via Rubattorno a Quarrata, davanti alla sede di Tecnoverniciatura, il pomeriggio di venerdì.
Un incontro in cui è stata affrontata la questione delle polveri che da mesi escono dai camini dell'azienda che si trova nella zona artigianale di Santonuovo. Polveri che, quando si depositano, lasciano segni ben visibili sulle carrozzerie delle auto. La vicenda ha da tempo suscitato la preoccupazione degli abitanti dell'area, sfociata in richieste d'intervento ed esposti. Il sindaco nei giorni scorsi, ha emesso, in via precauzionale, un'ordinanza con cui vieta il consumo di frutta e verdura coltivata nel raggio di 250 metri dai due camini dello stabilimento di Tecnoverniciatura. Nell'ordinanza si riporta che le emissioni derivanti da quel tipo di attività, se non trattate ed abbattute correttamente, devono essere considerate potenzialmente rischiose per la salute. A mancare, spiega Mazzanti, sono però i dati da parte delle autorità preposte. Riscontri che, sottolinea, sono stati chiesti ad Asl e Arpat dal 2015, ma le risposte giunte finora non sono definitive.
Nel frattempo si attendono i risultati delle analisi commissionate dall'azienda, che, riferisce Mazzanti, ha espresso la volontà di portare a termine, nel mese di dicembre, alcuni interventi su macchinari e impianti proprio per migliorare le emissioni, investendo circa 200.000 euro. «Al momento – chiarisce in sindaco – non c'è nessun'altra limitazione per quanto riguarda le persone che abitano e frequentano la zona, né per l'asilo nido che si trova a poca di distanza dallo stabilimento. Il divieto emesso con l'ordinanza, in via precauzionale in assenza di dati certi, si riferisce solo al consumo di frutta e verdura coltivata nel raggio di 250 metri dall'azienda».
«Chiederemo degli incontri ad Asl e Arpat - fa sapere Daniele Manetti (Legambiente Quarrata) - leggeremo tutta la documentazione e terremo sotto controllo la situazione parlando costantemente con l'amministrazione». (t.a.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
