Il presidio
«Meglio disoccupati che precari» La richiesta di 19 dipendenti Lime
Gli operai cassintegrati passati da Campo Tizzoro all’azienda di Fornaci di Barga chiedono la mobilità «Lavoriamo solo pochi giorni al mese, almeno avremo la possibilità di essere assunti da altre aziende»
SAN MARCELLO. Gli operai della nuova Lime Italy Spa chiedono di essere messi in mobilità per poter avere maggiori possibilità di essere assunti da altre aziende, grazie al diritto degli sgravi fiscali. A proporre questa soluzione all'azienda, sono 19 dipendenti su 24 - alcuni anche degli uffici tecnici - perché non ce la fanno più a sopportare la condizione di cassintegrati per la maggior parte del mese con pochi giorni di lavoro. Quasi avessero un contratto a chiamata. Una scelta sofferta, questa proposta dall'organico di Campotizzoro, ma dettata dalla speranza di poter trovare una soluzione lavorativa futura più rosea e sicura. Lo afferma la Rsu in accordo alla Fiom di Lucca dopo alcuni incontri passati. «Dopo 8 mesi dalla vendita da Kme - Lime di Campotizzoro a Lime Italy Spa di Fornaci di Barga - spiegano i rappresentati Rsu e Fiom di Lucca - i progressi sono stati alquanto negativi in quanto il trasferimento ha riguardato solo gli uffici e non l'officina con tanto di attrezzatura. Questo perché il reparto che è stato adibito nella nuova sede non ha le caratteristiche necessarie, sia come viabilità che come volumetria, per portarci i macchinari»."
Una spia per i timori della Rsu sta nel fatto che non sono stati rinnovati nemmeno i contratti di assistenza con le varie ditte di manutenzione per i macchinari a controllo numerico. «Preoccupante è il defilamento - affermano ancora Rsu e Fiom lucchese - di consulenti esterni che si è avuto ultimatene sull'organigramma che entrano ed escano con deleghe particolari. A noi sembra che sia ancora un'azienda da decifrare. Inoltre sul piano economico la nuova direzione non ha rispettato l'articolo che pervede come, in una vendita di ramo aziendale, gli stessi diritti goduti dai dipendenti nella ditta precedente passino alla nuova ditta».
A questo punto scatta la proposta all'azienda: mobilità e non cassa integrazione per avere una speranza nel trovare un nuovo lavoro. «In definitiva questa situazione ha portato nell'ultima assemblea - concludono i rappresentanti sindacali - ad una richiesta da parte di 19 dipendenti su 24 di un'apertura di mobilità, una sorta di dimissioni ma con un beneficio di sgravi fiscali per il nuovo datore di lavoro che intendesse assumerne il dipendente. Una vera mozione di sfiducia da parte di noi lavoratori, verso l'azienda. Ricordiamo che Kme nel contratto di vendita - concludono - si è anche trattenuto tutto il tfr dei dipendenti e questo, confermata dai vertici del sindacato Fiom, senza la loro approvazione. Un fatto che può avere danneggiato la nuova proprietà ,che poteva utilizzare il denaro, come fanno altre ditte, per investimenti e nuove attrezzature». Adesso i 24 dipendenti della vecchia azienda campotizzorina dovranno aspettare la prossima settimana quando la ditta Lime Italy Spa si pronuncerà sulla richiesta di mobilità.
Carlo Bardini
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