Il presidio
Baciò la bella barista, condannato
Un ottantacinquenne di Pistoia è stato processato e condannato per violenza sessuale per aver baciato sulla bocca una barista contro la sua volontà
PISTOIA. Ottantacinque anni portati bene, un carattere ancora esuberante e quella barista che riusciva ancora a fargli ribollire il sangue come un ragazzino. Ma a tutto c'è un limite e ce n'è uno che è invalicabile: il rispetto della volontà altrui. Sembra che all'arzillo ottantacinquenne pistoiese questo piccolo particolare sia sfuggito e a ricordarglielo ci ha pensato il tribunale di Pistoia, presieduto da Roberto Tredici che, trovandoselo imputato per violenza sessuale, dopo aver strappato un bacio sulla bocca alla barista, lo ha condannato a un anno e otto mesi di reclusione più al pagamento di una provvisionale di mille euro alla parte civile oltre alle spese processuali e di parte avversa.
I fatti risalgono all'anno scorso quando il pensionato, dopo una lunga serie di tentativi di approccio, un giorno aveva avvicinato la barista le aveva preso il volto fra le mani e dopo averle dato un bacio su una guancia si sarebbe spostato e l'avrebbe baciata sulla bocca.
Ieri, durante il dibattimento sono stati ascoltati due testimoni a difesa, che hanno cercato di discolpare l'ottantacinquenne parlando di "un bacino di saluto", "una carineria" "un gesto generoso" e anche di una telefonata per chiedere un risarcimento extragiudiziale di cinquemila euro che avrebbe fatto un avvocato a nome della barista. Due testimonianze che i giudici non hanno ritenuto attendibili fino in fondo e così, accogliendo in gran parte le richieste del pubblico ministero, Claudio Curreli, hanno condannato l'uomo . A nulla è servito anche la richiesta dell'avvocato difensore, Francesco Massaro, che in subordine all’assoluzione aveva chiesto di derubricare il reato da violenza sessuale in violenza privata.
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