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Pistoia

La Cia: a rischio tutto il distretto vivaistico

La Cia: a rischio tutto il distretto vivaistico

I tempi lunghi nei pagamenti (anche 2 anni) mettono in ginocchio le piccole aziende. Prudenza sul caso Tesi-Bruschi

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PISTOIA. Il caso Tesi-Bruschi è solo la punta dell’ iceberg di malessere che sta pericolosamente navigando nelle acque agitate del distretto vivaistico pistoiese. È il malessere delle piccole imprese, alle prese con ritardi nei pagamenti che arrivano anche ai due anni e che rischiano il fallimento a causa delle difficoltà dei loro committenti, generalmente dotati però di spalle finanziarie assai più robuste. In altre parole, esiste “un rischio sistemico del vivaismo pistoiese che non può essere ignorato”, come si legge in una nota stampa emessa ieri dalla Cia di Pistoia, dopo l’assemblea convocata martedì sera nella sede dell’associazione. in via Fermi.

L’inconto era stato convocato sulla scia del caso Tesi-Bruschi, che ha visto la prima azienda salvare dal baratro la seconda (e i suoi 42 posti di lavoro) con un accordo che prevede l’affitto del ramo d’azienda per 18 anni. Un accordo che però ha fatto infuriare le decine e decine di fornitori di Bruschi, che vedono allontanarsi la possibilità di avere le loro spettanze. Non si tratta di una realtà residuale ma di centinaia di imprese. Solo quelle aderenti alla Cia vantano crediti per due milioni di euro, ma alcune stime azzardano una cifra complessiva di 8 milioni. Ma per il momento ha prevalso la cautela.

“Come Cia Pistoia – si legge – siamo aperti ad aiutare tutti i fornitori che vantano crediti con il vivaio Sandro Bruschi che avessero bisogno di essere tutelati, anche perché per ora siamo l'unica associazione di categoria disponibile ad interessarsi della drammatica vicenda. A tal fine abbiamo deciso ieri insieme al Comitato dei vivaisti creditori di Sandro Bruschi - di cui fanno parte alcuni agricoltori di altre associazioni di categoria, a cominciare dal portavoce Paolo Chiti di Coldiretti - di creare un coordinamento di forze e avvocati per muoverci insieme in tutte le azioni che saranno ritenute necessarie per tentare di recuperare i crediti vantati nei confronti del vivaio Bruschi”. Così il presidente Cia Sandro Orlandini: «se la risoluzione dei problemi di un'azienda di medie dimensioni dovesse significare la chiusura di altre più piccole sane e incolpevoli, con la conseguente epidemia di sfiducia fra i fornitori, il vivaismo pistoiese sarebbe a rischio di sopravvivenza».

In parallelo, ma questa volta in qualità di associazione di categoria e senza coinvolgimento del Comitato creditori, la Cia fa appello al Distretto vivaistico-ornamentale di Pistoia, alle altre associazioni di categoria agricole e alle istituzioni tutte “ad incontrarsi per affrontare insieme una volta per tutte la questione dei sistemi di pagamento dei fornitori da parte delle aziende vivaistiche più grandi”.

Una soluzione potrebbe essere quella di tornare ad una normativa cogente sui tempi di pagamento: senza arrivare ai 60 giorni massimi del decrerto legge 1/2012 (poi reso inapplicabile ai rapporti di fornitura entro la filiera vivaistica). Il tema sarà comunque posto nel corso della riunione prevista per oggi del comitato del Distretto vivaistico ornamentale di Pistoia. In qesto senso va l’impegno preso durante la riunione da Roberto Chiti, coordinatore del Gruppo vivaisti della Cia, sia a livello locale che nazionale.

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