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Pistoia

«Ci hanno premiato per scelte e carattere»

«Ci hanno premiato per scelte e carattere»

L’assessora alla cultura Bechere tra soddisfazione e calma «Nessun ritardo. Il sesto posto? Sms anche dalla California»

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PISTOIA. Anche tra le stanze del Comune e nei cuori di chi governa la città, ovviamente, batte l’orgoglio per tutti i riconoscimenti ottenuti. Ma accanto non c’è nessuna preoccupazione, «bensì quella tranquillità di chi è in linea con i programmi prestabiliti», come sottolinea l’assessora alla cultura Elena Becheri. «Certo, sappiamo di avere tra le mani un’occasione incredibile - continua - e quindi c’è grande attesa, ma tutto sta procedendo secondo quanto fissato. Nelle prossime settimane, insieme al Ministero e alla Regione, verrà presentato il programma di “Pistoia capitale italiana della cultura 2017” con le iniziative di maggior rilievo: ci saranno quelle già note degli istituti culturali stabili in città, contenute anche nel dossier presentato in fase di candidatura, e altre studiate per l’occasione, con l’arte, la musica e gli spettacoli in primo piano».

Dal massimo titolo culturale all’inserimento al sesto posto nella classifica delle città da visitare nel 2017 secondo Lonely Planet, due titoli collegati e già entrati nella storia di Pistoia. «Siamo rimasti colpiti dall’attenzione della casa editrice australiana - aggiunge la Becheri - che ha saputo leggere le scelte e il carattere della nostra città. D’altronde la Lonely, per chi ama viaggiare come me, è un vero e proprio mito. E questa citazione è motivo d’orgoglio. Mi hanno scritto perfino dalla California per capire il perché di questa scelta, quindi possiamo solo ringraziare questa azienda per l’ulteriore visibilità che ci ha regalato. Mettiamola così: dal Ministero è arrivato un riconoscimento istituzionale, quindi più importante e più prestigioso, ma nazionale, da Melbourne invece uno turistico, dunque più curioso, ma di livello internazionale».

La “Best in travel 2017” cita principalmente piazza del Duomo, l’ex ospedale del Ceppo, il palazzo Fabroni e il palazzo del Tau, ma la Becheri guarda anche oltre. «Il vero carattere della città è nascosto nei luoghi più segreti, meno conosciuti dalle masse. Penso al pulpito di Sant’Andrea, alla chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, all’ex oratorio di San Desiderio, alle biblioteche forteguerriana e fabroniana... Per non parlare dei paesini intorno alla città, con i quali stiamo lavorando per portare avanti una serie di iniziative culturali. La montagna, la piana e la Valdinievole sono zone ricche e da sfruttare sotto ogni punto di vista, sia per prendere coscienza del valore di quello che abbiamo sia per accogliere i turisti nel migliore dei modi».

E il logo di “Pistoia capitale”? Verrà svelato - finalmente - durante l’attesa presentazione dell’evento, insieme al programma e al sito internet. «Ci stiamo avvicinando a grandi passi al 2017 - la chiusura dell’assessora alla cultura - fin qui ci siamo mossi in un certo modo e i risultati ci hanno dato ragione, quindi andremo avanti su questa strada. Lavorare con orgoglio, passione e attesa rappresenta una marcia in più».

(g.t.)

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