Il Tirreno

Pistoia

Bando per il canile, Enpa non ci sta

«Animali spostati come pacchi. Ci siamo rivolti ai legali per tutelare i loro diritti»

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PISTOIA. «Il bando per la gestione del canile sanitario, canile rifugio, accalappiamento e altri servizi? Una gara complessa ma con aspetti molto chiari: decine di cani saranno trasferiti dal rifugio Enpa al vincitore, che puo disporre di un rifugio entro 40 chilometri dalla citta di Pistoia». Enpa non ci sta, e prepara un ricorso legale.

Il bando di gara per la gestione dei servizi per la prevenzione del randagismo, pubblicato nei giorni scorsi, prevede un appalto di durata quinquennale, e un investimento complessivo di quasi 2 milioni di euro (le domande dovranno pervenire al Comune di Pistoia per via telematica entro il 13 novembre). «Ava, Ester, Gloria, Kiro, Priscilla, Prince, Romolo, Nora e molti altri: a nulla sono valse le proposte dell’associazione di lasciarli al nostro Rifugio con un contributo omnicomprensivo delle spese veterinarie ben inferiore all’importo finale di gara», scrive l’Enpa.

«Una società civile non sposta esseri senzienti come cassette di frutta - spiega - peraltro il servizio veterinario aveva manifestato la necessita per molti cani di una valutazione più approfondita. I Comuni comproprietari del canile sono muti, adeguandosi ad ogni scelta del Comune capofila (Pistoia). La gara prevede poi un forfait per tutto il settore dei gatti stimato in una media di 1.111 mici accolti annualmente. Nessuna struttura, professionalità e procedura viene chiesta nel bando, che invece indica come unico luogo di ricovero la stanza degenza gatti sterilizzati dalla Asl già condivisa come cucciolaio e che dispone di sole 6 gabbie. Chiediamo alla cittadinanza di aiutarci ad adottare i cani messi a gara attraverso forme di contribuzione che ci permettano di trattenerli o con adozioni definitive: molti sono anziani, non impegneranno molto tempo (tel. 0573 400413)». Enpa insomma rileva una «profonda scorrettezza da parte dei Comuni nella stesura della gara in quanto nonostante vi siano da oltre 10 anni servitù di fatto sul canile sanitario, ad oggi nessuna disciplina è stata adotta». L’associazione ha dovuto quindi affidare ai legali «la difesa dei propri diritti e di quelli che intende tutelare da sempre: la cura e la protezione degli animali».

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