Il presidio
Apre un emporio sociale ai Ronchi
Giovedì 27 nel quartiere quarratino l’inaugurazione del negozio, gestito da Comune, Caritas e Pozzo di Giacobbe
QUARRATA. Un "supermercato" speciale e un crocevia di possibilità per le persone in difficoltà economica, dove la spesa si paga con i punti accumulati attraverso il tempo dedicato ad attività utili alla cittadinanza. È l'emporio sociale di Quarrata, che sarà inaugurato giovedì alle 16 in via Allende, ai Ronchi. L'apertura del market - con tanto di scaffali, carrelli e cassa - rompe i ponti col mero assistenzialismo. «La carità non basta: serve il coraggio di scelte autentiche, come quella di scommettere sulle persone prima di tutto» dice Rossano Ciottoli del Pozzo di Giacobbe, la onlus quarratina in cui l'embrione progettuale dell'emporio è nato e cresciuto.
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Come funziona. Alla cassa niente soldi. Il tempo dedicato alla collettività diventa moneta di baratto per pasta, olio e sale. «Servono i punti ottenuti attraverso l'impegno nei confronti della comunità. È uno scambio» spiega l'assessore al sociale Stefano Lomi. Il vecchio pacco alimentare è superato. Attenzione però: non scomparirà, visto che non tutti sono in grado di rendersi attivi e accumulare punti. Ci sarà dunque una valutazione dei casi.
A chi è rivolto. Accede all'emporio solo chi è in una situazione economica difficile. Tra i criteri di accesso ci sono l' Isee, la residenza e la condizione familiare. Tutto passa dagli accertamenti dei servizi sociali del Comune. In base ai pacchi alimentari distribuiti nel 2015 da Pozzo e Caritas, si stima che l'emporio seguirà un migliaio di casi in città.
Lo sforzo collettivo. Il Comune mette a disposizione il locale di via Allende dopo essersi fatto carico dei lavori di adeguamento. «Per noi - spiega Lomi - è stato un investimento da oltre centomila euro. Ogni anno inoltre destiniamo quarantamila euro per l'acquisto degli alimenti» (che si aggiungono a quelli raccolti dalle associazioni). Il Pozzo ha portato altre risorse vincendo il bando di Autostrade per l'Italia e intercettando soldi dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Contributi fondamentali per allestire gli spazi e iniziare questa nuova sfida sociale. Al progetto, oltre a Pozzo e Caritas, partecipano in modo determinante dieci realtà quarratine. Si tratta di associazioni e cooperative locali in cui potranno essere svolte le varie attività che danno diritto ai punti per la spesa.
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Gli obbiettivi. «Il limite più grosso del banco alimentare è quello di dare solo quel tipo di aiuto, senza un sostegno completi. Occorre - dice Ciottoli - creare le condizioni per far uscire le persone dalla difficoltà». L'emporio punta ad avvicinare anche chi, pur avendo bisogno, non bussa alla porta delle associazioni o del Comune per senso del pudore. Per vergogna. «Il nostro obiettivo - ripete Ciottoli - è quello di restituire dignità alle persone». «Così - conclude Lomi - passiamo da un welfare assistenziale a un welfare delle opportunità, fatto di reciprocità sociale, scambio e responsabilità. Seppur in difficoltà, le persone non possono pensare di vivere solo di assistenza».
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