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Processo Brizzi, oggi il via. La sentenza in dieci giorni

Processo Brizzi, oggi il via. La sentenza in dieci giorni

L’assistente sociale pistoiese è accusato di aver ucciso e fatto a pezzi un poliziotto Alle 10 l’udienza e l’inizio del procedimento sul macabro omicidio di aprile

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PISTOIA. Un omicidio sconvolgente, una storia da brividi e una serie di particolari inquietante. Ecco quello che corre ancora tra Pistoia e Londra, rimaste sotto choc dopo l’orrore dello scorso aprile. Oggi, alle 10 allo storico tribunale londinese di Old Bailey, inizia infatti il processo nei confronti di Stefano Brizzi, 49 anni, l’assistente sociale pistoiese (originario di Quarrata) accusato di aver ucciso Gordon Semple, 59 anni, poliziotto della metropolitana londinese di origini scozzesi. Una storia macabra, perché il pistoiese l’avrebbe fatto a pezzi, immerso nell’acido e poi in parte bollito, gettando poi alcune parti del corpo nel Tamigi, mentre altre sono state ritrovate - in un avanzato stato di decomposizione - nella vasca dell’appartamento di Brizzi. Una vicenda che ha sconvolto anche la comunità gay inglese, visto che i due frequentavano siti di incontri online e il sospetto è quello di un movente passionale.

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Semple era scomparso il 1° aprile e il suo corpo smembrato è stato ritrovato sei giorni dopo nell’appartamento dove Brizzi viveva, nel quartiere di Southwark. Tutto grazie a una segnalazione, che ha portato le indagini - iniziate dopo la denuncia della scomparsa da parte del compagno del poliziotto, Gary Meeks - a una vera e proprio svolta: alcuni vicini di casa, infatti, avevano sentito provenire cattivo odore dall’appartamento dell’assistente sociale. «Qualcosa di insopportabile», il commento di Martin Harris, che aveva bussato alla porta del pistoiese per lamentarsi. Poi il blitz delle forze dell’ordine inglesi e le prime luci su questo caso. Brizzi, che si era laureato all’Università di Firenze e poi trasferito nella capitale inglese nel corso del 2010, è stato così arrestato. E oggi, a Londra, dovrà rispondere dell’accusa di omicidio in un processo che dovrebbe chiudersi nel giro di una settimana, dieci giorni al massimo.

L’impatto mediatico di questa terribile storia ha portato tanti giornalisti inglesi, nelle ultime ore, a cercare parenti o amici di Brizzi. E così lo studio legale della famiglia, alla luce dell’imminente processo, ha rilasciato un comunicato chiedendo rispetto e privacy. «La famiglia - la nota dell’avvocato Carlotta Bargiacchi - da tempo estranea alla vita del signor Brizzi, chiede il silenzio stampa in merito alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto il proprio congiunto in Inghilterra, a tutela della privacy del suddetto e soprattutto di tutti i suoi familiari. Si diffidano pertanto tutti gli organi di informazione da ricercare ulteriori contatti con i familiari residenti sul territorio pistoiese e a pubblicare dati o notizie a loro riguardanti». Un appello che rispettiamo nella parte in cui evitiamo di citare e di contattare i familiari dell’accusato.

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