Il Tirreno

Pistoia

Risorge la Festa della castagna

Vinta la lotta contro il parassita, dopo tre anni torna l’appuntamento di Piteglio

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PITEGLIO. Dopo tre anni di assenza la "Festa della castagna" tornerà a Piteglio alla fine di ottobre. È il suggello alla vittoriosa lotta contro il cinipide, il parassita arrivato dalla Cina che negli ultimi anni aveva compromesso la raccolta delle castagne.

Centrale, in questa lotta, l’impegno della Pro loco e l'utilizzo di insetti antagonisti. Non solo. L'associazione, ormai da tempo, sta lavorando, assieme ad altri partner, per trasformare la farina dolce della montagna pistoiese in un prodotto Dop riconosciuto (denominazione di origine protetta), tanto che durante la festa sarà presente un comitato per raccogliere le adesioni di associazioni e castanicoltori desiderosi di sposare il progetto. Già diversi Comuni della montagna pistoiese si sono già fatti avanti come ad esempio Sambuca, Cutigliano, Marliana, Piteglio. Sarebbe un successo importante per l'intero territorio, e un grande veicolo di promozione turistica.

«Siamo soddisfatti - spiega Ilaria Gavazzi, referente della Pro loco - che quest'autunno si possa tornare a organizzare la festa della castagna a Piteglio. La manifestazione mancava da tre anni, perché il cinipide aveva compromesso questo frutto, adesso, grazie alla lotta a tappeto che abbiamo fatto utilizzando i kit dell'antagonista, i castagni stanno tornando in perfetta forma e la castagna torna ad essere un frutto stagionale presente sulla nostra montagna».

A questo punto riprende forza il progettoper trasformare la farina dolce in prodotto dop, per combattere le contraffazioni possibili e salvaguardare il prodotto nostrale. «Un gruppo di persone – prosegue Gavazzi – sta già lavorando da tempo per raggiungere questo obiettivo. Noi abbiamo fatto da apripista ma abbiamo bisogno di tutti per fare rete. Deve passare il messaggio che è importante preservare e puntare sui prodotti che la nostra montagna offre, perché il turista, o colui che viene da fuori, vuole semplicemente essere sicuro di utilizzare prodotti autoctoni».

Due dei soggetti fondamentali di questo progetto sono Adelaide Turchi, che cura la parte scientifica e Ugo Bugelli, castanicoltore di Piteglio che ha messo a disposizione anche il proprio castagneto. «La montagna pistoiese – osserva Turchi – ha bisogno di questo tipo di valorizzazioni dei propri prodotti, soprattutto per salvaguardare la propria identità ed offrire certezze della qualità ai fruitori» .

Carlo Bardini

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