Il Tirreno

Pistoia

Alunna diabetica, ecco i volontari

di Valentina Vettori
Alunna diabetica, ecco i volontari

Pistoia, ci penserà la Croce Verde a praticare ogni giorno l’iniezione di cui ha bisogno la ragazzina di 8 anni

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PISTOIA. Saranno i volontari della Croce Verde ad occuparsi gratuitamente della bambina pistoiese diabetica di otto anni che, anche in orario scolastico, ha necessità di iniezioni di insulina. La piccola, fino all’anno scorso, usufruiva dell’assistenza di un’infermiera che, ogni giorno, le effettuava l’iniezione. Un servizio a pagamento, a carico della scuola, che il dirigente scolastico aveva pattuito con la cooperativa Mi.se.

Quest’anno, però, il servizio non è stato rinnovato. E la mamma, che alla scuola e alla Asl aveva richiesto un intervento per far sì che la bambina ottenesse assistenza nel momento dell’iniezione di insulina, in assenza di risposte si era rivolta al Tirreno per sollevare il caso.

“L’attivazione del servizio infermieristico territoriale – aveva fatto sapere l’Asl in una nota - è un’opportunità garantita in particolari condizioni cliniche. Nel caso ci trovassimo di fronte a un caso con gravi criticità sanitarie certamente interverremo”. Ma quello in questione, evidentemente, non era considerato tale oppure l’iter non era stato avviato da chi doveva farlo.

Nel frattempo, comunque, la Croce verde di Pistoia ha rotto gli indugi e ha raccolto la richiesta della mamma. Almeno finché non sarà trovata una soluzione alternativa, da domani saranno i suoi volontari ad assistere la bambina nel momento dell’iniezione, prima della pausa mensa.

Naturalmente questo non è l’unico caso di alunni diabetici bisognosi di assistenza a scuola. Il tema rientra in effetti in un accordo di collaborazione tra diversi soggetti (scuole, Asl, Uffici scolastici territoriali) su cui l’ultima a legiferare è stata la Regione Toscana con la delibera 653 del 2015. Testo che prevede che per la somministrazione di un farmaco a scuola debba essere il genitore dello studente ad avvertire il preside, tramite apposito certificato medico. Poi spetta al dirigente scolastico reperire il personale docente o Ata (ausiliario, tecnico amministrativo: addetti di segreteria, bidelli e così via) che, volontariamente, si mette a disposizione per garantire assistenza allo studente, dopo debita formazione a cura della Asl territoriale.

Se però il preside non riesce a trovare nessun docente disposto a prendersi la responsabilità, che succede? Scende in campo il mondo del volontariato, o dovrebbe essere comunque l’Asl a mettersi in moto? Quest’ultima ha l’obbligo di farlo solo nei casi in cui per la somministrazione di un farmaco specifico siano previste competenze sanitarie. E allora accadono casi come quello della bimba di otto anni.

«È importante far capire al personale scolastico che la somministrazione di insulina è una procedura semplice – spiega Antonio Mazzinghi, presidente dell’associazione diabetici Pistoia – Così da tranquillizzarli e spingerli a garantire assistenza agli studenti. La nostra associazione, da anni, svolge corsi di formazione nelle scuole, proprio per sensibilizzare sul tema. Così che le scuole non abbiano necessità di far intervenire l’Asl o altri soggetti».

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