Il Tirreno

Pistoia

Un consorzio contro “fungo selvaggio”

Un consorzio contro “fungo selvaggio”

La proposta dello scrittore Federico Pagliai per salvaguardare un patrimonio della montagna a forte rischio

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SAN MARCELLO. Un "Consorzio Alto Pistoiese" per la salvaguardia dei funghi ed una regolamentazione della raccolta più attenta. A proporlo è lo scrittore-infermiere Federico Pagliai, nonché fungaiolo esperto e conoscitore della montagna sotto tutti i suoi aspetti. Per ora è un'idea. Una proposta che Pagliai ha lanciato tramite il social network Facebook creando una nuova pagina dal titolo appunto di "Consorzio Alto Pistoiese. È". Quel verbo vuole essere una e la riprova che per ora è come un contenitore che va riempito. L'idea del consorzio è stata lanciata. Adesso, anche attraverso questo strumento dell'ultima generazione, definirla nei particolari valutando i contributi di coloro che vorranno esprimere la propria opinione. Ma dall'idea, poi, si passerà anche ai fatti.

Un'assemblea pubblica per stimolare la popolazione e la "politica" a prendere una decisione per il futuro, perché, a detta di Federico Pagliai, i «funghi sono in pericolo, a causa di un popolo di raccoglitori indiscriminato che per alcuni giorni assaltano la montagna pistoiese». Forse la palla al balzo Pagliai l'ha presa adesso in virtù del fatto che in questi giorni la montagna pistoiese è stata presa letteralmente d'assalto di fungai saliti da ogni dove. Le file di automobili lungo le strade sono la testimonianza. «C'è davvero la necessità - spiega Pagliai - di trovare una regolamentazione precisa per la raccolta di funghi. E' vero che esiste una legislazione regionale ma non basta. Il bosco viene danneggiato, molte persone che vengono a funghi sciupano il terreno. Si raccoglie di tutto, funghi microscopici solo per il gusto di averli. Se ci fate caso è da diversi anni che non si trovano più funghi con la cappella di 12-15 centimetri. L'uomo con il suo comportamento non rispetta più l'ambiente e non dà modo alla natura di fare il suo corso».

Ecco quindi che entra in gioco il consorzio. «Se creassimo invece un consorzio dell'altro pistoiese - prosegue Pagliai - potremmo anche fare delle regole nostre, come ad esempio limitare le persone che vengono a funghi. Diamo un tetto massimo, magari facciamo pagare di più il tesserino per la raccolta e parte dei guadagni li distribuiamo con interventi sul territorio». Poi postilla: «Ormai quello che ci rimane è il nostro ambiente. Dobbiamo preservalo ed investirci. Non possiamo permettere che un mare di persone faccia ciò che gli piace nei nostri boschi. Le guardie ci sono ma sono pochissime per un'area vasta. Anche i nostri politici-aggiunge-dovrebbero agire, fare qualcosa di concreto. Fino ad ora si è solo parlato e basta».

«L'idea del consorzio - termina Pagliai - potrebbe salvarci da tutto questo. Però è un'idea che va discussa democraticamente, con assemblee pubbliche. Ma dobbiamo muoverci».

Proprio questa mattina alla XVIII edizione della Rassegna Micologica di Cutigliano si parlerà in un convegno (sala consigliare ore 10) della lista rossa, i funghi in via di estinzione. Carlo Bardini

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