Il Tirreno

Pistoia

«Bella e radiosa», tutti ricordano Lamiae

«Bella e radiosa», tutti ricordano Lamiae

Nel paese di Sammommè sotto choc dopo la tragedia, tra vigili del fuoco e polizia scientifica al lavoro per le indagini

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PISTOIA. Una cesta piena di menta per fare il tipico tè della sua terra d'origine, il Marocco. Il giorno prima della tragedia Lamiae Chriqi era in piazza con quelle foglie profumate tra le mani. Ritornava verso casa, a pochi passi dal minuscolo centro di Sammommè. Centocinquanta anime, o poco più, per la piccola frazione collinare in cui la giovane viveva con il marito al pian terreno, in una casa di via Valdi e Sammommè.

Erano lì da due anni «ma - racconta il proprietario dell'abitazione, Roberto Pastorelli - abitavano già da prima nella frazione, in un altro appartamento poco distante da questo».

Lamiae era «una donna bella e radiosa», come raccontano in paese. Tra lei e i vicini, però, solo qualche scambio cortese di saluti. Nessuno la conosceva davvero. «Non usciva spesso, ma quando la incontravamo non risparmiava sorrisi».

Ieri mattina via Valdi e Sammommè, era ancora più stretta del solito. A lato la sfilza di macchine e di mezzi della Polizia scientifica e dei vigili del fuoco, che hanno continuato a lavorare senza sosta. Le indagini per far luce sulla dinamica dell’incendio che ha ucciso la donna sono ancora in corso. A fare lo slalom tra le auto in sosta e quelle di passaggio, ci sono gli abitanti della frazione di collina. La tragedia ha scosso tutti. «Era così giovane. Troppo. Un dramma del genere è difficile da accettare» dicono in paese. «Mercoledì - raccontano, ancora - l'avevamo vista passare dalla piazza con una cesta di menta in mano. Ci faceva il tè marocchino».

La gente si ferma davanti alla casa distrutta dalle fiamme. Fuori ci sono tre bombole del gas. Dentro se ne vede una quarta. In fondo, tra ciò che resta del soggiorno, c'è un divano annerito dal fuoco e dal fumo. L'interno del portone in legno è carbonizzato. «È tutto distrutto, si salva solo la camera da letto» spiega Pastorelli. Dopo l'incendio anche il solaio è a rischio crollo, tanto che il piano superiore dello stabile, abitato da una coppia che nel giorno della tragedia era fuori città, resta inagibile.

Lamiae è morta a ventotto anni. Faceva la casalinga e, come ogni sera, anche giovedì, prima che le fiamme interrompessero la sua giovane vita, era in casa ad aspettare il marito. Prima di mettersi ai fornelli per preparare la cena, ha acceso la stufa per riscaldarsi dal primo fresco di stagione. Quel gesto ha dato inizio al dramma. Quando Jamall è tornato a casa, lei era già morta.

Beatrice Faragli

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