Il presidio
Muore a 28 anni nell’incendio della casa
La tragedia a Sammommè. La donna, di origine marocchina, si era rifugiata in bagno ma è rimasta asfissiata dal fumo
PISTOIA. È morta asfissiata nel bagno della sua casetta in affitto a Sammommè, avvolta dalle fiamme dopo un incendio provocato probabilmente da una stufetta a gasolio, accesa in serata per riscaldarsi dai primi rigori della stagione. La donna, Lamia Chiriqui di 28 anni, di origine marocchina, quando è scoppiato l'incendio era sola in casa. Il marito lavora in una ditta e a quell'ora, poco prima delle 19 di ieri, non era ancora rientrato.
E' stato un vicino di casa il primo ad accorgersi che nell'appartamento adiacente qualcosa non andava. Ha sentito delle grida di aiuto provenire dal bagno, laterale rispetto all'ingresso dell'abitazione, che si trova proprio davanti all'hotel Arcobaleno. Quando si è accorto che dalla casa usciva del fumo nero, ha preso un estintore e si è precipitato verso il bagno gettando la schiuma. Ma già il fumo era troppo denso e non ha più sentito la donna. Intanto il giovane aveva avvisato i vigili del fuoco che si sono precipitati quanto prima, nonostante la frazione si trovi già in montagna e le strade che la collegano con Pistoia non sono certo agevoli. Sono stati avvisati anche il 118 e i Vigili del fuoco, anche se non è stato chiaro che ci fosse rimasto qualcuno dentro fino a quando il marito della donna, insistentemente, ha disperatamente fatto notare che lei si doveva trovare all'interno della casa.
Da quel momento è iniziata la corsa contro il tempo dei pompieri di Pistoia, intervenuti con una squadra e con l'autopompa di ausilio, sempre con la speranza che il marito di Lamia si fosse sbagliato o che la donna fosse ancora in vita. Un intervento reso difficile dalle fiamme e dal fumo e anche dal fatto che all'interno dell'abitazione c'erano diverse bombole di gas utilizzate dalla famiglia per la cucina.
Alla fine la certezza della tragedia è arrivata soltanto verso le 20,30, quando i vigili del fuoco sono riusciti ad entrare nel bagno, dove hanno trovato la donna riversa a terra. Poco dopo è entrato anche il medico che ha constatato il decesso della donna. Probabilmente è stata l'asfissia da fumo a ucciderla, non il fuoco, in quanto non presentava ustioni gravi. La polizia scientifica ha effettuato i rilievi e in tarda serata la salma è stata rimossa senza l'intervento del magistrato, in quanto le cause accidentali della morte sembravano palesi. I vigili del fuoco sono rimasti a lungo sul posto, sia per le operazioni di minuto spegnimento che per le verifiche di stabilità dell'edificio.
I primi a prodigarsi ancora prima che arrivassero i vigili del fuoco, oltre al giovane vicino di casa, sono stati i profughi africani ospitati all'albergo Arcobaleno, che si sono muniti di secchi d'acqua per cercare di spegnere l'incendio. In un primo momento si è temuto anche per le abitazioni vicine, soprattutto per le bombole di gas che potevano esplodere. Per fortuna nei due appartamenti sopra la casa andata in fiamme, che si trova al piano terreno, non c'era nessuno perché si tratta di seconde case abitate da villeggianti solo in certi periodi dell'anno.
La coppia marocchina è venuta a Pistoia due anni fa e si è integrata abbastanza bene. Lui ha trovato lavoro quasi subito, lei aiutava alcune famiglie nelle pulizie di casa.
Appena appresa la tragedia, sul posto sono arrivati alcuni parenti della famiglia che abitano a Pistoia. Insieme al marito, sono andati a ripararsi dal freddo all'albergo Arcobaleno, dove hanno ricevuto parole di solidarietà e conforto proprio dai profughi africani, nonostante siano di altra etnia e nazionalità.
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