Il Tirreno

Pistoia

l’impianto di compostaggio

«Unità di crisi per Tana Termini»

La richiesta di Marmo alla Regione: a rischio turismo e posti di lavoro

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PITEGLIO. Il Comune di Piteglio chiede l'unità di crisi alla Regione affinché l'ente di Enrico Rossi decida sul futuro dell'impianto di compostaggio di Tana Termini, attualmente ancora chiuso a causa delle problematiche relative all'emissione di cattivi odori. «Una decisione ritenuta d'obbligo - ha spiegato il sindaco Luca Marmo - visto il momento di grave difficoltà economica che sta vivendo l'attuale gestore e visto che i problemi del cattivo odore non si stanno risolvendo». «Da alcuni mesi, a causa di problemi dell’impianto, sono aumentate le richieste ricevute da più parti di intervenire sulla attività produttiva dell'impresa Sistemi Biologici srl - si legge in un comunicato a firma del sindaco Luca Marmo e del suo capogruppo Giulio Baldassarri - come autorità sanitaria locale e come socio Cosea, consorzio proprietario dell'impianto, il Comune ha preso una serie di provvedimenti atti al contenimento delle emissioni di cattivi odori che, nei fatti, si sono dimostrate persistenti». «Le difficoltà aziendali e le continue emissioni maleodoranti potrebbero portare, secondo le dinamiche attuali del processo produttivo, alla continua perdita di soldi pubblici, di posti di lavoro e a continui disagi per i cittadini e le altre imprese del territorio. La montagna pistoiese - prosegue il testo - non può permettersi, specie laddove viene impegnato capitale pubblico, l'ennesima debacle dell'economia locale». Per questo il Comune di Piteglio ha richiesto a Regione Toscana, ente che autorizza la attività di stoccaggio e lavorazione dei rifiuti, l'attivazione di una unità di crisi. In ballo, sul futuro dell'impianto di tana Termini, ci sono cinque posti di lavoro diretti e più di venti posti nell'indotto. «Il provvedimento si pone l'obiettivo di fronteggiare particolari situazioni di crisi aziendali di rilevanza regionale o di ambito nazionale». (c.b.)

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