Sessantamila accessi in un anno al San Jacopo
PISTOIA. Il Pronto soccorso continua ad essere un servizio cruciale tra quelli offerti dagli ospedali. Lo dimostra la continua crescita delle persone che vi si rivolgono per un’emergenza o perché...
PISTOIA. Il Pronto soccorso continua ad essere un servizio cruciale tra quelli offerti dagli ospedali. Lo dimostra la continua crescita delle persone che vi si rivolgono per un’emergenza o perché comunque hanno bisogno di essere curate e non trovano altrove risposte adeguate.
I numeri sono quelli della relazione sanitaria 2015 dell’Asl Toscana Centro: all’ospedale San Jacopo di Pistoia lo scorso anno sono passati 58.131 pazienti, l’1,1% in più dell’anno precedente. La media dell’Asl Toscana Centro è ancora più alta e riporta una crescita del 3,8%.
Boom di accessi al Pacini di San Marcello, che in un anno è passato da 5.109 a 5.490 accessi. In calo invece l’attività del Pronto soccorso di Pescia, sceso a 40.937 accessi (-1,5%), probabilmente per il contemporaneo inizio dell’attività del nuovo ospedale di Lucca.
Ma cosa succede a chi si rivolge al Pronto soccorso? Guardiamo i numeri del San Jacopo. Quasi la metà (24.095 nel 2015) sono stati dimessi, solo uno su sei (8.569) sono stati invece ricoverati. Per 3.879 i sanitari hanno optato per la soluzione della “osservazione breve intensiva” e solo 140 sono stati trattenuti in osservazione in reparto. Stando sempre alle cifre del 2015, infine, per 128 è stata scelta la strada del trasferimento, altri 169 hanno deciso di abbandonare volontariamente il pronto soccorso. Infine 30 sono deceduti.
Il ricovero è la scelta più gettonata per i casi più gravi, i codici rossi, mentre chi arriva con un codice giallo ha una probabilità quasi uguale di essere ricoverato o dimesso. Soluzione, quest’ultima, che diventa di gran lunga la principale se il codice del cosiddetto “triage” (cioè l’esame appena arrivati) è di colore verde.
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