Voleva la Campania le offrono Voghera «Una presa in giro»
PISTOIA. Lo squillo della prima campanella si avvicina con tante incertezze per i docenti che, dopo aver chiesto di cambiare sede, si sono visti scavalcare nelle graduatorie da colleghi con punteggi...
PISTOIA. Lo squillo della prima campanella si avvicina con tante incertezze per i docenti che, dopo aver chiesto di cambiare sede, si sono visti scavalcare nelle graduatorie da colleghi con punteggi inferiori. Errori o presunti tali, cui si cerca di portare rimedio con le cosiddette procedure di conciliazione. Che però fanno a volte più danni che altro. Alcune di queste sono andate a buon fine, ma non mancano le situazioni in cui i diretti interessati hanno deciso di non accettare le destinazioni proposte dal Ministero.
È il caso di Anna Maria Cristiano, un'insegnante elementare originaria della provincia di Salerno, che nell'ultimo anno scolastico ha lavorato all'istituto Roncalli Galilei di Pistoia. La procedura di conciliazione che la riguardava è saltata dopo che le è stata prospettata La Spezia come alternativa a Voghera. Nessuna di queste due località era tra le numerose destinazioni che l'insegnante, con l'intento di avvicinarsi alla famiglia dopo aver ottenuto il ruolo nel 2015, aveva elencato nella propria domanda.
Anna Maria aveva segnalato in tutto 77 ambiti: dalla Campania, al Lazio, fino al sud della Toscana con la provincia di Siena. «Ho presentato istanza di conciliazione – spiega Anna Maria – dopo che mi sono accorta che nei 14 ambiti della provincia di Roma, che avevo inserito nella mia domanda, c'erano 352 persone con punteggi inferiori al mio. Un caso simile l'ho individuato addirittura anche nella provincia di Salerno».
Martedì scorso, l'insegnante, dopo sei ore di viaggio, ha raggiunto il Provveditorato di Pistoia per la conciliazione, dopo aver ricevuto la convocazione solamente la sera prima, intorno alle 20. A Pistoia, come detto, la seconda doccia fredda, quando le propongono La Spezia al posto di Voghera. «La conciliazione è stata un ultimatum – racconta –, senza nessuna possibilità di mediazione. Mi è stata prospettata La Spezia, o prendi questo o niente. Ed io non ho accettato».
Adesso per Anna Maria, si apre la strada del ricorso al giudice del lavoro. Ma intanto, il prossimo 12 settembre, se non ci saranno novità, dovrà presentarsi in provincia di Pavia, per l'inizio dell'anno scolastico, con tutto quello che ne consegue, ricerca di un alloggio compresa. «Ci hanno preso in giro – sottolinea Anna Maria – ci avevano promesso che ci avrebbero sistemato entro i primi ambiti richiesti nella domanda. Se tra tre anni dovessi essere ancora in questa situazione, sto pensando seriamente di rinunciare alla carriera scolastica». Un situazione insostenibile, insomma, per Anna Maria, anche considerando gli anni, dal 2002 al 2015, nei quali, in attesa del ruolo, ha lavorato con incarichi saltuari e precari in Campania pur di rimanere vicina alla famiglia. «La cosa che mi amareggia quando leggo quello che viene scritto sui social network – conclude Anna Maria - è che la gente non capisce fino in fondo la situazione che stiamo vivendo».
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