Il Tirreno

Pistoia

Guerra sui dehor, il Comune chiude per cinque giorni il ristorante Voronoi

Guerra sui dehor, il Comune chiude per cinque giorni il ristorante Voronoi

Il locale non si sarebbe adeguato alle prescrizioni dell'amministrazione. Braccio di ferro sugli ombrelloni. Polemica la Fipe Confcommercio: provvedimento ingiusto e inopportuno
- Il Comune: ignorata una lunga serie di avvisi

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PISTOIA. Cinque giorni di stop per non aver rispettato le norme sui dehor stabilite dall'amminisatrazione comunale. Questo il provvedimento scattato venerdì 26 agosto nei confronti della Ristocaffetteria Voronoi di piazza dell'Ortaggio, uno dei locali più noti del comparto e punto di riferimento da anni della "movida" pistoiese. La chiusura è stata decisa fino al 30 agosto, disponendo anche la rimozione di tavolini e sedie  fino al rilascio della nuova concessione sulla quale si dovrà pronunciare, presumibilmente nel mese di settembre la Conferenza dei servizi del Comune di Pistoia.

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Il provvedimento è stato reso noto con un comunicato di Fipe-Confcommercio ed è stato adottato dal Comune a seguito del mancato adeguamento da parte del locale ad alcune prescrizioni richieste dall'Amminstrazione Comunale sulle caratteristiche degli ombrelloni. "Prescrizioni - sottolinea Confcommercio - contestate dal locale in quanto non previste dal vigente Regolamento che hanno prodotto il mancato rinnovo della concessione e successive sanzioni per la mancata rimozione degli arredi".

Il sindacato pubblici esercizi di Confcommercio "nel manifestare piena solidarietà all'azienda ai titolari ed a tutti i collaboratori - si legge - ritiene profondamente ingiusta ed inopportuna  nel contesto temporale l'adozione di un provvedimento di questa portata. Un provvedimento adottato nel periodo di maggior lavoro da parte del locale (addirittura a ridosso  di un fine settimana) senza di fatto un minimo di preavviso (solo 1 giorno) ed addirittura ignorando un provvedimento del giudice di pace di Pistoia che solo lunedì scorso aveva disposto la sospensiva al mese di Novembre p.v. della discussione sul merito della sanzione irrorata. Una sanzione che quindi costringe l'azienda a sospendere l'attività con conseguenti danni economici per la stessa ma che mina la fiducia delle imprese nelle istituzioni che dovrebbero stare al fianco delle nostre aziende".

"Non è questo il modo per valorizzare la nostra città - dice Moreno Ianda, presidente di Fipe Confcommercio. "Se errori sono stati commessi, se regole sono state violate è giusto adottare sanzioni ma che siano parametrate al danno o alla violazione che hanno prodotto. Nella circostanza a fronte di una presunta violazione, di una legittimità ancora tutta da dimostrare (vedi la sentenza del giudice di pace) si interviene con la mannaia mettendo a rischio la sopravvivenza stessa della azienda." Il sindacato auspica che il Comune ci ripensi e quanto meno consenta mercoledì, alla riapertura del locale, di riavere indietro gli arredi.

Anche sulla pagina Facebook del locale è comparsa una breve e polemica nota che informa della chiusura e attacca il Comune. "Vogliamo informare e chiarire - si legge - che questa ordinanza generata in maniera coatta, è a seguito di un suolo pubblico negato per difformità sulle misure di un ombrellone. Quindi mi pare giusto chiudere un locale cinque giorni e lasciare a casa 20 dipendenti".

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