Tana Termini verso la ripresa dell’impianto
Il sindaco di Piteglio: “Sistemi Biologici” dovrebbe aver risolto i problemi che causavano i cattivi odori
PITEGLIO. La ditta "Sistemi Biologici" di Tana Termini ha chiesto la riattivazione dell'impianto di compostaggio ed è probabile che a breve, anche magari in forma parziale, l'azienda possa riprendere a lavorare.
Lo annuncia il sindaco di Piteglio Luca Marmo, ad un mese di distanza dall'ordinanza emessa in cui si sospendeva il conferimento dei rifiuti umidi presso l'impianto "Sistemi Biologici" di Tana Termini a causa delle proteste per i continui cattivi odori che avvertiva la popolazione e che sfociarono in un esposto firmato da centinaia di persone sia del versante lucchese che pistoiese. L'impianto, infatti, è posto al confine delle due province.
«In questi giorni - dice il primo cittadino di Piteglio - abbiamo avuto una richiesta da parte della ditta per poter riprendere l'attività. Sembra infatti che abbiano capito come risolvere le problematiche che causavano i cattivi odori e vorrebbero riprendere la lavorazione. In questi giorni, quindi, mi dovrò confrontarmi anche con gli altri soggetti interessati, come ad esempio Arpat, Regione e Asl, per capire se questo sarà possibile. Ma non credo, al momento, che ci siano impedimenti particolari. Magari penseremo anche ad una ripresa parziale dell'attività produttiva».
Marmo crede comunque che la nuova ordinanza di ripresa lavori «debba contenere delle indicazioni cautelative precise. Una che mi viene in mente sarà quella dell'uso di nasi elettronici per rilevare i valori che determinano i cattivi odori».
Intanto, durante questo mese, in cui l'attività è stata sospesa, non essendo i depositi vuoti, un po' di cattivi odori si sono sentiti ugualmente e registrati, sembrerà strano, da tre "nasi umani". «In effetti abbiamo adottato questo sistema - s piega il sindaco del Comune di Piteglio che hanno svolto questa attività per tre volte al giorno per sei giorni della settimana».
A questo punto però il sindaco Luca Marmo pone anche una riflessione che va oltre gli attuali problemi. E cioè se un impianto di questa natura sia davvero ubicato nel luogo più adatto o se ci sia bisogno di pensarlo in altro luogo. «In futuro chiederò l'apertura della conferenza di servizi permanente-dice Luca Marmo-per capire, naturalmente con dati certi alla mano-se ci sono elementi di incompatibilità tra le specificità del luogo dove si trova l'impianto e la sua permanenza lì».
Carlo Bardini
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